Come ti trucco la modella
Immaginate la scena: finalmente avete la possibilità di fotografare la ragazza a cui state chiedendo da tempo di posare, arriva il giorno degli scatti e la vostra fedelissima MUA è assente. La vostra assistente è incapace a fare un trucco, e la modella non si è portata nulla dietro per truccarsi. Oppure, la vostra modella si rifiuta di farsi truccare pesantemente perchè non sopporta i prodotti che volete utilizzare.
Insomma, ci troviamo nella situazione in cui avete un bellissimo ritratto di una ragazza acqua e sapone. A questo punto però Photoshop vi permette di sperimentare più cosmetici di quanti sia possibile immaginare di fare su una persona in carne ed ossa (a meno che questa non sia dotata di tanta …. tanta tantissima pazienza, e voi non abbiate un negozio di cosmetici in casa con tutti i colori immaginabili a disposizione).
Pertanto, foto alla mano, iniziamo a vedere come possiamo intervenire. Partiamo dal presupposto che la pelle della vostra modella nel ritratto sia già messa a posto, grazie alle tecniche che Guido vi ha spiegato tramite diversi tutorial (che trovate raccolti qui). Ora è come trovarsi una tela pronta per essere dipinta, quindi,…. pennello alla mano, iniziamo!
Trucco semplice
Partiamo da una cosa semplice, come aggiungere un po’ di rimmel, l’eyeliner e un po’ di ombretto sugli occhi e un po’ di rossetto sulle labbra.
Per prima cosa creiamo un nuovo livello, che chiameremo EYELINER, dove andremo ad usare il nostro eyeliner. Prendiamo un pennello rotondo, con hardness impostata a 0%. Nelle proprietà del pennello attiviamo Shape Dynamics. Impostiamo le dimensioni del pennello in proporzione all’occhio che vogliamo truccare (il pennello deve essere piccolo ma non troppo). Io sceglierò il colore nero per l’eyeliner, ma nulla vi vieta di sperimentare a piacimento i colori da usare.
Ora disegnamo una linea nella parte inferiore dell’occhio, e poi sulla palpebra, a ridosso delle ciglia. Ripetiamo l’operazione per l’altro occhio, e osserviamo il risultato.

Per ora il tutto sembra poco integrato, e aggiusteremo questo problema utilizzando i blending modes: pertanto facciamo doppio clic a destra, sul layer EYELINER, e andiamo a modificare i blending mode fino a quando non troviamo una giusta integrazione fra texture e colore. Io per esempio ho impostato i valori 0/56 e 131/255 per l’Underlying Layer, come potete vedere nell’immagine qui sotto.
Se siamo soddisfatti dell’eyeliner, è ora di passare all’ombretto, ovvero il colore che metteremo sulle palpebre, sotto le sopracciglia.
Creiamo pertanto un nuovo livello, che chiameremo OMBRETTO. Il nuovo livello lo imposteremo sulla modalità Overlay, per fare in modo che il colore si integri correttamente con il colore e la texture della pelle. Potremmo impostarne la modalità anche dopo, ma considerando che il colore apparirà diverso da quello che scegliamo sulla tavolozza, il mio consiglio è quello di impostare prima, in modo da vedere subito il risultato. Impostate l’opacità del pennello fra 40% e 50%, e iniziate a colorare a piacimento. La scelta su forme e colori sta al vostro gusto personale e al tipo di trucco/sperimentazione che volete provare. Io, nell’esempio che vedete qui sotto, mi sono tenuta piuttosto tranquilla
Passiamo ora alle labbra. Anche qui, la scelta del colore è assolutamente a vostra discrezione. Io per ora mi tengo sul classico, ma nulla vieta di sperimentare forme e colori particolari
Per le labbra creiamo un nuovo livello, che chiameremo LABBRA. Anche qui dovete cambiare la modalità di fusione del livello. Io per l’esempio che vi mostro, ho scelto Overlay, ma potete anche provare con Saturazione e scegliere quello che vi piace di più.
L’opacità del pennello la riporto al 100% e, una volta scelto il colore, passo a dipingere le labbra. Dal momento che il colore risultante era un po’ troppo acceso per i miei gusti, ho abbassato l’opacità del livello LABBRA.
Vogliamo andare oltre e potenziare/colorare anche le ciglia? Detto e fatto. Io sfrutto un fantastico pennello che ho trovato nel libro di Julia Kuzmenko “Digital Photo Retouching: Beauty, Fashion & Portrait Photography“, che crea le ciglia. Ho creato un nuovo livello, chiamato CIGLIA, scelto il colore, impostato le dimensioni del dimensioni del pennello in modo che coincidano approssimativamente con le ciglia della mia modella, impostata l’opacità del pennello a 40%-50% e fatto uno o al massimo 2 click sulle ciglia. Poi, per le ciglia dell’altro occhio, ho selezionato le ciglia appena aggiunte, copiato, incollato, specchiato orizzontalmente e spostato nel punto corretto.
Et voilà! Il gioco è fatto
Nel video qui sotto potete vedere i vari passaggi e il risultato finale.
Trucco “teatrale”
Per quanto riguarda il trucco che ho chiamato “teatrale”, si tratta semplicemente di un trucco un po’ più audace, e che generalmente copre una zona maggiore di viso. Le regole sono le stesse viste per il trucco semplice, bisogna solo prestare attenzione se si effettuano dei disegni, che devono seguire la forma del viso per non apparire troppo piatti e quindi assolutamente finti.
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Note finali
Premetto che non sono una truccatrice, quindi tutto quello che riguarda le tecniche di trucco “reali” è per me materia oscura (diciamo che non vado oltre al rimmel, alla matita e al rossetto
). Per fare un po’ di esperimenti ho semplicemente fatto delle ricerche su Google, e fra le immagini di trucco trovate ne ho scelte alcune che mi piacevano in modo particolare e ho cercato di riprodurre il tutto sulla mia foto.
Matchmoving con After Effects e Element 3D
Nuovo Tutorial che spiega come risolvere il movimento di una camera partendo da un video (Matchmoving) ed aggiungere al video stesso elementi 3D utilizzando il plugin di Videocopilot Element 3D.
Frequency Separation [UPDATED]
Riparliamo di Frequency Separation dopo averne parlato qui. Devo ammettere che è una tecnica di fotoritocco del ritratto che mi aveva subito appassionato, per poi abbandonarla perchè alla fine non ottenevo gli stessi risultati che con l’accoppiata Heal Brush + Pixel Dodge&Burn (per il Dodge&Burn potete andare invece qui). I risultati sono sicuramente soddisfacenti, ma c’era tutta una serie di cose che non riuscivo a risolvere.
La soluzione a tutti i problemi miei piccoli padawan è studiare, studiare, provare, provare e vedere più persone possibili risolvere i tuoi problemi. Ed è qui che arriva Calvin Hollywood che in questo tutorial, “vende” una tecnica di split frequency che non è sua ma di Natalia Taffarel. Quindi io ora vi vendo una nuova tecnica di Frequency Separation come la racconta Calvin Hollywood che l’ha imparata da Natalia Taffarel.
STEP 1.
Prendete il Layer da cui volete partire e duplicatelo 3 volte: una copia è di backup, le altre due sono le copie di lavoro. Rinominatele dal basso verso l’alto in “COLOR” e “DETAILS“, oppure “TONE” e “TEXTURE”, oppure “COLORI” e “DETTAGLIO” oppure “QUI” e “QUO”, “PIPPO” e “PLUTO”, “SU” e “GIU”, insomma rinominatele un po’ come diavolo volete basta che sappiate cosa state facendo !
Nel precedente tutorial scrissi “LOW” e “HIGH”, credo che scrivere invece “COLOR” e “DETAILS” o “COLOR” e “TEXTURE” sia più chiaro. Riassumendo, la Frequency Separation è una tecnica che mira a separare toni e colori della pelle dalla trama della stessa, per poter intervenire separatamente su di essi.
STEP2.
Lasciate visibile solo il Layer “COLOR” e applicate il Filtro “Gaussian Blur” con un raggio (consigliato) di 9,4 pixel.
STEP3.
Fate tornare visibile il Layer “DETAILS” e dal Menu Image -> Adjustment scegliete Brightness / Contrast: regolate il contrasto su -50 e spuntate “Legacy” [Importante ... se non spuntate "Legacy" non funziona ...]. Questo passaggio annulla e sostituisce il passaggio attraverso “Apply Image” del precendente tutorial con due vantaggi: ha lo stesso risultato, non cambia a seconda che l’immagine sia a 16 o 8 bit.
STEP4.
Applicate al Layer “DETAILS” il filtro High Pass con raggio 9,4 pixel (o se l’avete cambiato con quello che avete usato con Gaussian Blur sul layer “COLOR”)
STEP5.
Cambiate il Blending Mode del Layer “DETAILS” in “Linear Light“. Voilà fatto !
STEP BONUS FIGHISSIMO.
Create un Layer vuoto e piazzatelo in mezzo agli altri due chiamate “à la CalvinHollywood” “MAGIC”
Poi vi spiego a che serve …
COME SI USA LA SPLIT FREQUENCY (updated)
In modo molto semplice. Ora potete agire su trama della pelle e colore in modo distinto, ma usando lo stesso strumento: Heal Brush con Hardness su 10o% e impostato su “Current Layer“. Potrete notare che quando lavorate sul livello “DETAILS” correggete la trama lasciando immutato il colore e al contrario sul Layer “COLOR” correggete il colore per lasciare la trama intatta. Figo vero ??
Ma a cosa serve il Layer “MAGIC” ?
Immginate di avere una zona di pelle con una macchia scura da rimuovere. Potreste farlo con il Patch Tool, ma andate a distruggere la trama. Clone Stamp Tool ? Idem … Heal Brush ? Non ne usciti vivi …
Se invece voi prendete un pennello morbido impostate Opacity & Flow a 30%, campionate una zona di colore della pelle che vi sembra adatta, e andate a pennellare sul layer “MAGIC” sulla zona da correggere.
La MAGIA sta nel vedere che il colore va ad aggiungersi naturalmente sulla pelle come un pennello correttore di una truccatrice, miscelandosi naturalmente con il colore originale, ma soprattutto la trama della pelle rimane intatta.
Questo perchè vi ricordo che voi avete separato COLORE da TRAMA e il layer MAGIC essendo a metà sta SOPRA il colore ma SOTTO la trama che quindi non andate a toccare.
Figo no ??
Questa tecnica permette di gestire in modo molto più efficiente il ritocco della pelle. E’ possible per esempio eliminare il livello di Pixel Dodge&Burn sicuramente più difficile da gestire e più dispendiosa a livello di tempo. Il dodge&burn soprattutto se fatto sul livello Grigio Neutro 50% – Blending Mode Soft Light porta in grosse quantità ad incidere pesantemente sul colore della pelle che non è mai un bene.
Altro vantaggio è quello di poter campionare per correggere trama o colore anche zone “buone” molto distanti dal punto che volete correggere, tanto come detto più volte la trama è acolore e il colore è atrama
Provateci, vedrete che è una tecnica ottima
Se avete bisogno io sono qui eh … anzi date un occhiata al video qui sotto che vi faccio vedere al volo come si fa
After Effects’ Useful Stuff
Con l’arrivo di Mack (così si chiama il Mac Mini: chi indovina la citazione vince un caffè virtuale
) è tornata la voglia e la passione per i VFX e il compositing praticamente abbandonati per lo scarso rendimento del portatile su cui lavoravo prima.
Ho ripreso quindi contatto con After Effects che è, penso, il software meglio riuscito della famiglia Adobe insieme a Photoshop, e avendone ripreso contatto ho deciso di scrivervi un paio di cose su quello di cui non potete fare assolutamente a meno se volete cimentarvi nel mondo degli effetti speciali in video.
AFTER EFFECTS’ USEFUL STUFF:
1. VideoCopilot.net e i Tutorials di Andrew Kramer
Se usate After Effects e non sapete cos’è videocopilot.net o chi sia Andrew Kramer allora non sapete usare After Effects. Andrew in modo appassionato e qualitativamente impeccabile ha messo a disposizione di milioni di utenti in modo assolutamente gratuito quasi 140 tutorials nel corso degli anni sulle più svariate tecniche di compositing su After Effects, compreso roba piuttosto complicata come Motion Tracking, compositing usando lo Z-Depht Pass, integrazione 3D con live footage e Rotoscoping. Il nostro ormai lavora (meritatamente) nell’industria e VideoCopilot ha incominciato a produrre alcuni plugins incredibili come Element 3D di cui parlerò più sotto.
2. RedGiant TV
La Red Giant produce alcuni plugins come Particular o Colorista e questo dovrebbe bastarvi
La sua web tv ha all’attivo un buon numero di tutorials e getting started notevoli, compresi i behind the scene dei loro cortometraggi ci si impara un sacco di roba buona compresi quelli di Aharon Rabinowitz. Se non l’avete ancora capito la formazione è sempre la prima cosa !
3. VideoCopilot Element 3D
Element 3D è un plugins che crea un sistema particellare per oggetti 3D all’interno di After Effects (che vi ricordo è un applicazione 2.5 D). Detto così pare una bestemmia. Se qualcuno di voi ha mai provato ad integrare un oggetto 3D in una composizione di After Effects passando da 3DS Max, Maya o Cinema 4D, sa che è un notevole, passatemi il francese, dito in culo. Bisogna matchare le camere, azzeccare le luci, rendere le ombre coerenti. Ecco Element 3D permette di fare tutte queste cose direttamente dentro After Effects utilizzando un motore di rendering OpenGL. Quindi non avrete la qualità fotorealistica di V-Ray ma una comodità e una facilità d’uso impressionanti.
Dalla versione 1.5 è possibile importare sequenze di OBJ, quindi incorporare animazioni all’interno di E3D; visto che non si parla di VFX se non c’è qualcosa che esplode o si distrugge, se avete polverizzato con tipo, RayFire, un modello potente importarlo, fare compositing e rendering direttamente in After Effects in modo più naturale e veloce.
Passa in sordina ma in effetti è il vero punto di forza del plugin by Andrew Kramer, la possibilità di moltiplicare (fino a quando la memoria della vostra GPU regge) gli oggetti, dandovi la possibilità di creare città intere in davvero 10 minuti di numero.
4. Imagineer Systems Mocha
No … non vi sto dicendo che il caffè è importante … cioè insomma lo è, ma qui parliamo d’altro ! Mocha (presente aggrattise in AE CS5, 5.5, 6 in versione AE 2.6) è un tool di tracking planare. Altra bestemmia si … Allora, solleviamo un attimo il velo sul problema del Motion Tracking. Cos’è il Motion Tracking ? Il Motion Tracking è quella procedura che permette ad un software con svariati calcoli di creare da un filmato una scena tridimensionale, la posizione della camera da presa ed i suoi parametri.
Software di Motion Tracking (o Camera Matching o MatchMover chiamateli un po’ come volete) ce ne sono a iosa: Boujou, Pftrack per dirne due o MatchMove di Autodesk. In AE c’è il simpatico (e con qualche limite) 3D Camera Tracker oppure Camera Tracker di The Foundry (si quelli di Nuke), ma tutti hanno bisogno per funzionare bene di una cosa … che nel video ci sia PARALLASSE (malattia contagiosa non ancora debellata)
Molto spesso un video se ha scarsa parallasse è più comodo trackarlo 2D con un software di tracking planare tipo … Mocha ?
A cosa serve ? Beh a sostituire lo schermo di un iphone per esempio, oppure cambiare un cartellone pubblicitario, rimuovere un oggetto, fare set extension … anche questi sono VFX mica solo le espolosioni
E Mocha è il top !
5. Mamo’s Orient World Script.
Come si diceva 3D Camera Tracker di After Effects è simpatico, ma ha i suoi difetti. Le scene 3D risolte da questo plugins hanno bisogno di essere “normalizzate” come spiega in questo e questo tutorial Andrew Kramer (sempre sia lodato). Il metodo per normalizzare la scena spiegato da Andy funziona benissimo e qui arriva Mamo (al secolo Mathias Möhl) di mamoworld.com che ha automatizzato la procedura di Andrew Kramer. Un gran risparmio di tempo a 19,90$ consigliati o offerta libera. Dello stesso autore l’utilissimo MochaImport da utilizzare con il Mocha di cui sopra.
6. Red Giant Trapcode Particular
Se vi serve un sistema particellare, per creare polvere che vola, fiotti di luce, scie di missili, scie di condensazione (no quelle chimiche non esistono finitela !!), fuochi d’artificio, effetti speciali ultravivaci, avete bisogno di Particular. Userfriendly come un gatto nero appeso ai maroni, non ha però rivali e da un sacchissimo di soddisfazioni
WHAT’S NEXT
Il 6 maggio a Los Angeles ci sarà l’annuale Adobe MAX e i rumors dicono che verrà presentata la nuova release della Creative Cloud e dei relativi software. Ancora non si sa bene se sarà una CS6.5 o una CS7.
Per quanto riguarda le novità di After Effects c’è da non stare più nella pelle. Il tool “Refine Edge” (analogo a quello di Photoshop” per il RotoBrush, un migliorato 3D Camera Tracker, ma soprattutto (se non siete seduti sedetivi !) insieme ad After Effects verrà distribuita una versione Lite di Cinema 4D R14 insieme al nuovo plugin che intergra le due piattaforme CineWare !! Roba da non dormirci di notte
Attendiamo trepidanti il 6 maggio, e vi ricordiamo che l’aggiornamento è gratuito per tutti gli abbonati Creative Cloud … yum !!
PS: Il minuscolo esperimento qui sotto è realizzato con After Effects, tracckando con Mocha AE2.6 il plate originariamente girato con la Nikon D600, e integrando il Robot 3D con Videocopilot Element 3D … vi interessa un tutorial ??
RETOUCH
Siamo tornati !
Ci abbiamo messo un po’ causa vicissitudini informatiche (mancanza di un PC con le caratteristiche necessarie diciamo) e forse avete pensato che avessimo smesso di produrre video tutorial, ma invece eccoci qua, come l’erba cattiva non moriamo mai
E torniamo alla grande ! Abbiamo registrato i 50 minuti di un Beauty Retouch su una delle Stock Photo di Digital Photos Retouching, per illustrarvi quale potrebbe essere un workflow prototipico per il ritocco completo di un ritratto. Non è un lavoro fantasmagorico e nemmeno il migliore che abbiamo fatto è semplicemente un esempio
Il tutto è stato compresso in soli 15 minuti, il giusto per darvi un’idea di come funzionano certe cose, ma il dettaglio di tecniche mostrato è ampio. Ecco elencato tutto quello che ci potrete trovare:
- Utilizzo degli Smart Object
- Utilizzo avanzato dei Layers e dei Blending Mode per contenere a livelli accettabili la dimensione del file
- Frequency Separation per la gestione delle imperfezioni e dello Smoothing della pelle
- Dodge & Burn a livello (quasi pixel) e globale
- Utilizzo di Templates, Custom Brushes e Actions
- Utilizzo di plugins aggiuntivi
Spero che il video possa destare la vostra curiosità e come sempre vi ricordiamo che siamo disponibili per qualsiasi tipo di formazione, da quella Uno ad Uno ai Workshop
Da tenere a mente
MODEL 4 A DAY
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