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30 maggio 2012

Color Management in dose omeopatica

Potremmo sintetizzare il problema del “Color Management” in una frase: se non sapete nulla di “Color Management” impostaste lo spazio colore su sRGB e cadrete in piedi.

Detto questo il resto del post è inutile :)

Vabbè  dai … vediamo di dire qualcosa in più.

Prima di tutto potremmo cercare di capire perchè sapere qualcosa di Color Management, anche in dose omeopatica, è importante. Lo è per massimizzare la qualità del vostro output sia che questo sia destinato alla condivisione su web (su siti come 500px o Flickr) sia che invece si parli di stampa, insomma per evitare che il risultato venga compromesso.

La scelta non è solo impostare uno o l’altro Spazio Colore nel menù Color Settings di Photoshop ma è invece una scelta di Workflow:

- Scattate RAW o JPG ?

- La foto verrà pubblicata su internet o stampata ? Magari tutte e due ?

- Quanto è potente il PC che state utilizzando ?

E da qui mettiamo un attimo a fuoco il concetto di Workflow; è impossibile rispondere alla domanda “Ma qual’è il tuo workflow ?” se non dicendo “Dipende …“. Dipende dal lavoro che sto facendo, da dove voglio pubblicare l’immagine, dall’idea che c’è dietro.

Il workflow delle foto della festa degli amici da pubblicare su facebook sarà necessariamente più snello di quello del ritratto della modella da mettere in portfolio, che sarà diverso dal ritratto dell’amica, che sarà diverso dal ritratto dove voglio dimostrare la mia tecnica di retouching.

E del workflow fa parte tutto, dalla scelta della lente, alle luci, alla tipologia di fotoritocco, alla scelta del Color Space.

Vediamo allora di identificare gli Spazi Colore adatti ai nostri workflow:

1. sRGB

sRGB è lo spazio colore più piccolo tra quelli proposti da Photoshop: più piccolo significa con il minor numero di colori, è un profilo adatto alla visualizzazione su monitor o proiettori digitali; insomma se il vostro output è internet è il vostro Color Space.

2. AdobeRGB

Più ampio di sRGB, è lo spazio colore adatto se decidete che il vostro output finale sarà la stampa.

3. ProPhotoRGB

Ancora più ampio di AdobeRGB, così ampio da contenere tonalità di colori che nessun monitor o stampante è ancora in grado di riprodurre. Uno spazio colore per la crescita insomma .

4. AppleRGB e ColorMatch RGB: praticamente inutilizzati, non pervenuti.

Quindi quale scegliere ? Beh, se non sapete ancora quale sia la vostra destinazione finale (fotografica intendo …) AdobeRGB. Se poi l’output sarà il web allora lo convertirete in sRGB, se sarà la stampa allora siete a cavallo.

E se invece voglio andare in stampa ma il mio Color Space è sRGB ? Non sarà un disastro, rischiate solo di perdere magari qualche sfumatura di colore sulla carta …

Ok, d’accordo ma allora cosa deve guidare la mia scelta ?

Il compromesso miei piccoli padawan ! In un mondo perfetto dove avete un PC potenterrimo vi direi di lavorare sempre in AdobeRGB a 16bit. Ah si ecco anche i bit contano, ovviamente 16bit è meglio di 8bit, ma niente di queste cose è esente da costi. Color Space più ampio vuol dire file più grandi. File più grandi vuol dire avere necessità di dischi più veloci e più RAM. Ma anche 16bit vuol dire file più grandi, ma non solo, perchè 8bit sono più facili da “calcolare” che 16bit e quindi se voi lavorerete AdobeRBG / 16 bit avrete bisogno di dischi più veloci, più RAM e più processore.

Le guerre non si vincono con le idee giuste, ma con la capacità di cambiare strategia, e questa è la miglior cosa che potrete (e dovete) imparare.

Posso scegliere quindi un workflow e uno spazio colore preferenziale tipo: AdobeRGB / 8 bit, un buon compromesso tra il mantenere le informazione e la precisione del colore, e un impatto sul PC gestibile (per l’hardware che ho a disposizione), ma se so a priori che le mie immagini hanno Destinazione-Facebook (morte di ogni fotografia) cambierò il mio modo di pensare in sRGB, sapendo che avrò una qualità significativa, guadagnandone in prestazioni e maneggevolezza.

E nella prossima puntata, miei piccoli padawan, ci sporcheremo le mani con gli strumenti di Color Management!

29 maggio 2012

La pelle splendida parte 1. [Basic Skin Softening]

Volete rendere la pelle delle vostre modelle splendida ? Ecco una serie di Tutorial che spiegano le più utilizzate tecniche di Skin Softening sia facili che complicate. Buon divertimento, e guardate a pieno schermo … è gratis … davvero !

29 maggio 2012

[Photoshop] Fuoco, cammina con me! (ovvero Dodge & Burn tools)

Un altro strumento fondamentale sia per il fotoritocco che per il digital painting è lo strumento “Burn” (brucia), spesso usato in coppia con “Dodge” (scherma). Oggi guarderemo il suo utilizzo solo nel campo della pittura digitale (lasciamo al fotografo la descrizione dei suoi pregi per il ritocco fotografico).

Il pulsante che serve per attivare lo strumento Burn è: 

Innanzitutto, per i meno esperti dell’interfaccia di Photoshop:

Come posso fare se il pulsante che mi state mostrando non lo vedo nella barra strumenti?

Ok, non avete una versione fallata di Photoshop. Per motivi di ottimizzazione degli spazi, e per motivi logici di utilizzo, alcuni pulsanti della barra degli strumenti racchiudono più di uno strumento. Nel caso in cui non lo vediate, cercate uno di questi due pulsanti:

Dodge

Sponge

Il nostro strumento “Burn” è nascosto proprio lì! Tenete premuto il pulsante che avete identificato e vedrete apparire un piccolo sottomenu, che conterrà anche lo strumento perduto.

Bene, ora che lo abbiamo selezionato, possiamo iniziare a usarlo.

Sì, ma per cosa, visto che non colora come i pennelli e non cancella come la gomma?

Beh, è un ottimo strumento per aggiungere ombre e profondità ai nostri lavori. In genere un dipinto digitale segue un workflow personale, che nel mio caso è: disegnare uno schizzo generico, “ricalcare” lo schizzo per ottenere un’immagine più dettagliata (no, non perdetevi nei dettagli all’inizio, non ha senso), stendere del colore di base (un po’ come quello che da bambini si faceva con i libri “da colorare”), ombreggiare, aggiungere texture (che per i nostri scopi, ora tralasceremo).

Ecco, la parte in cui faremo uso di “Burn” è proprio la penultima, ovvero quella relativa all’ombreggiatura. In particolare è utile per scurire alcune aree e quindi aumentare il contrasto (e pertanto aggiungere carattere e profondità alle immagini).

Vediamo un esempio dove sono stati usati sia Burn che Dodge.

Come potete vedere nell’immagine qui sopra, lo strumento Burn scurisce le zone su cui è applicato, mentre lo strumento Dodge le schiarisce. La cosa migliore quindi per creare profondità e tridimensionalità è usarli in coppia.

Gli strumenti Dodge e Burn derivano il loro nome dalle corrispondenti tecniche fotografiche tradizionali, usate per regolare l’esposizione su zone specifiche di una stampa fotografica (trattenere la luce per illuminare una zona – dodge – o invece incrementare l’esposizione per scurire altre zone – burn).

Per entrambi gli strumenti esiste la possibilità di agire sulle luci (highligths), sui mezzitoni (midtones) o sulle ombre (shadows), e di impostare l’intensità dello strumento (esposizione).

In generale, è consigliabile lavorare con un’esposizione bassa in modo poterne controllare meglio gli effetti.

SCORCIATOIA: Se impostate come strumento Dodge, e tenete premuto ALT mentre lo utilizzate, viene attivato lo strumento Burn.

ALCUNI METODI DI UTILIZZO 

Gli strumenti Dodge&Burn (come molti altri strumenti in Photoshop) possono essere utilizzati in un modo che chiameremo “distruttivo” e in uno che identificheremo come “non distruttivo”.

Nel modo “distruttivo”, prima di usare Dodge o Burn, creo un livello che unisce tutti i livelli sottostanti (CTRL + SHIFT + ALT + E), e su quest’ultimo vado a creare le zone di ombra e di luce che mi interessano. Ma se alla centesima pennellata mi accorgo che ho fatto un errore nei primi due passaggi? O se metà ombreggiatura mi piace e metà no? Insomma, tornare indietro è praticamente impossibile, e l’unica soluzione valida consiste nel cancellare il livello e ricominciare da capo. Pessimo, vero?

Ma qui giunge in nostro soccorso il cosiddetto metodo “non distruttivo”. Ritorniamo al punto di partenza, questa volta NON creiamo un livello di unione, ma creiamo un nuovo livello attraverso il menu Layer > New layer

Prestate attenzione nell’impostare correttamente la modalità Soft Light (anche Overlay è un buon metodo di fusione in questo caso), e poi spuntate l’opzione “Fill with Soft-Light-neutral color (50% color)”.

A questo punto vi comparirà un livello interamente grigio, ma che risulterà invisibile (il colore grigio al 50% corrisponde alla trasparenza, in questo caso). Ora basta utilizzare Dodge&Burn su questo livello, e i risultati saranno uguali a quelli ottenuti nel metodo precedente. Con delle differenze pratiche, però:

- non avete intaccato il disegno sottostante

- se sbagliate potete facilmente correggere gli errori. Come? Impostando momentaneamente a Normal il metodo di fusione di questo livello, e con il colore grigio 50% andate a coprire le ombreggiature sbagliate. Una volta corretto tutto, reimpostate il metodo di fusione a Soft Light (o Overlay) per continuare a ombreggiare.

 

27 maggio 2012

Come fotografare la vostra fidanzata e non farvi lasciare in 3 scatti /3

Ok, siamo arrivati al dunque !

Ci sono due momenti nel giorno in cui la luce è perfetta per scattare fotografie, le cosiddette Golden Hour e Blue Hour; in quei due momenti, circa mezz’ora prima dell’alba e mezz’ora prima del tramonto la luce è semplicemente perfetta, e in ogni modo fotograferete la vostra fidanzata la foto sarà bellissima ! Ah … l’inconveniente ? Ah beh la blue hour di oggi è all’incirca tra le 5.00 e le 5.30 … la golden hour tra le 21 e le 21.30 (se avete l’AiFon questa applicazione ve lo dice …). Ma nessun problema basta dire alla vostra fidanzata di aspettare la sera o alzarsi alle 4.30 del mattino per raggiungere il luogo dove volete fotografarla facile no ?

No eh … immaginavo … allora dobbiamo trovare una strategia alternativa. Immaginate di essere nella Piazza Santa Ascorbirca di Mittelenburg, sono circa la 16 del pomeriggio di fine maggio, il sole è alto nel cielo e alla Golden Hour mancano circa 5 ore. Vi scappa il ritratto, vi scappa impellente il ritratto e non riuscite a trattenervi e la luce è una mmerda ! Come potete tirare fuori una foto decente ?

Seguite questo schema:

Insomma, mettete la vostra fidanzata tra voi e il sole, anche perfettamente dietro di lei, in questo caso non importa il sole è così alto che non avrete problemi di flare. Abbiate cura di cercare uno sfondo scuro, mi spiego: in una piazza per esempio la zona in ombra, i portici, se siete in un parco degli alberi.

Come abbiamo detto in precedenza avete messo il vostro miglior obbiettivo lungo, impostate il diaframma alla massima apertura sfruttabile di quella lente. Massima sfruttabile, che non vuol dire massima e basta; dipende dalla qualità della lente:  per esempio con il Nikkor AF 85mm f1.8 potete scattare tranquillamente a 1.8. Con il 50mm della stessa serie è meglio a 2.0, perchè a 1.8 la caduta di luce ai bordi è considerevole oltre al fatto che la lente  restituisce immagini un po’ morbide.

Se avete trovato uno sfondo scuro sottoesponete lo scatto di -0.7 (a me piace così poi vedete voi … in ogni caso usando l’esposizione Matrix di Nikon la camera tende a sovraesporre …)

Usate l’autofocus per mettere a fuoco gli occhi (attenzione a diaframmi molto aperti, bisogna essere molto precisi nella messa a fuoco) tenete premuto a metà il pulsante di scatto e ricomponete l’immagine, cercate di ottenere una posa ed espressione “umana” dalla vostra fidanzata e ….

FUOCO !

Nikkor AF 50mm f1.8@2 – 1/2000 – ISO100

Questo è il jpg uscito dritto dritto dalla macchina (se scattete in RAW ricordatevi che l’anteprima a display in realtà è il jpg). Ok ok è ben lungi dall’essere uno scatto perfetto, poteva essere composta meglio, le alte luci sono bruciate sulla spalla sinistra, in un posto dove non ci interessa magari troppo il dettaglio, ma cmq lo sono, lo sfondo a sinistra non è bellissimo, e la panchina in basso disturba non poco. Ma è una foto non preparata, fatta praticamente in corsa e quindi più che accettabile e con una serie di difetti facilmente correggibili in Photoshop. Uno scatto da viaggio fatto con 1 minuto a disposizione per farlo :)

Nella prossima puntata vedremo come ottenere scatti veri :)

25 maggio 2012

[Photoshop] Minor fatica e maggior velocità, ovvero perchè scegliere la strada lunga quando ce n’è una più breve? (parte 1)

Con l’articolo di oggi non intendo raccontarvi nulla di artistico, ma semplicemente mostrarvi alcune scorciatorie da tastiera e alcuni trucchi che ogni artista dovrebbe conoscere per rendere il suo lavoro più veloce, più piacevole e meno faticoso (questa è la parte che preferisco).

Gli screenshot e gli esempi sono tutti fatti su PS CS6, ma buona parte delle cose che vi dirò son valide anche per le versioni precedenti del programma.

Come inizio a dipingere?
B -> LO STRUMENTO PENNELLO (THE BRUSH TOOL)
E’ lo strumento in assoluto più utilizzato da chi vuole dipingere su PS. E’ un pennello, ma a seconda delle caratteristiche che gli vengono assegnate, è “infiniti” pennelli.

Mi piace quel colore lì in alto… chissà che colore è.
ALT + Mouseclick -> CONTAGOCCE
Attiva il contagocce permettendo di selezionare al volo un colore (è come intingere il pennello in un colore diverso).
Modo d’uso: ALT premuto e click del mouse sul colore scelto.

Ho ingrandito l’immagine e ora devo spostarmi un po’ nella parte che non vedo.
BARRA SPAZIATRICE -> MOVE
Consente di muovere l’immagine quando è più grande della finestra di photoshop.
Modo d’uso: premere la BARRA SPAZIATRICE mentre si usa lo strumento Pennello per attivare lo strumento Hand (mano) che consente di spostare l’immagine.

Devo tirare una linea dritta ma vorrei usare il pennello, non lo strumento linea.
SHIFT
Consente di disegnare delle linee diritte.
Modo d’uso: clicco dove voglio iniziare a disegnare la linea, premo shift e muovo la penna (o il mouse), e magicamente le mie linee saranno diritte (verticali o orizzontali)

E se volessi una linea che unisce due punti?
SHIFT + click del mouse
Modo d’uso: disegno il punto A di partenza. Vado al punto B di arrivo, premo shift e disegno il punto B. E compare la linea :) Molto utile per creare schemi prospettici.

Cambiare l’opacità deve per forza essere così scomodo?
L’opacità definisce con quanta trasparenza verrà applicato il mio colore sullo sfondo. Più alta è l’opacità, più coprente è il colore.
Mentre si utilizza lo strumento pennello si può velocemente cambiare il valore di opacità utilizzando i numeri sulla tastiera

Opacità %: 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
Tastiera: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 0
E per impostare il 45%? Basta premere 4 e subito dopo un 5 :) facile, vero?

Cambiare il pennello è ancora più scomodo che cambiare l’opacità.
. e , (punto e virgola) -> Cambia il pennello!
I due tasti consentono di andare avanti e indietro nella lista dei pennelli.
Una buona pratica sarebbe crearsi (attraverso il Brush Manager (CONTROLLARE NOME)) un set di pennelli limitato, per poter poi passare facilmente da uno all’altro senza dover riaprire ogni volta la finestra di selezione pennello.

E per modificare al volo le dimensioni del pennello?
[ e ] (le parentesi quadre)
Riduce o aumenta la dimensione del pennello.
E qui chi ha la lingua italiana impostata su Windows… beh… a questo punto si trova inguaiato. Nel senso che i due tasti non funzionano correttamente. La soluzione più rapida che posso consigliarvi è impostare la tastiera inglese fintanto che utilizzate Photoshop. A volte l’idea più astrusa è la più sensata (e rapida). Oltretutto, se state usando Windows 7 l’operazione “cambio lingua della tastiera” è assolutamente indolore, in quanto è contestuale: infatti, se impostate l’inglese quando siete dentro Photoshop, e poi magari tornate a Chrome, quest’ultimo sarà ancora in italiano, com’era prima della modifica. Provare per credere!

Ok, ho iniziato a dipingere ma ci sono delle pennellate che cancellerei volentieri…
E -> LO STRUMENTO GOMMA (THE ERASER TOOL)
Si comporta esattamente come un pennello, ma cancella invece che scrivere. (Ah… tutte le scorciatoie che si possono usare con lo strumento pennello, funzionano anche con la gomma).
E se utilizzate la penna per disegnare, provate a girarla e si comporterà come se aveste una matita con la gomma sul retro.

Per oggi è tutto! Nel prossimo episodio vedremo come selezionare al volo anche altri strumenti fondamentali per l’artista digitale e alcune scorciatoie utili per modificare l’interfaccia di Photoshop senza dover navigare in mezzo ai menu.

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