Il bilancino …
E’ passato un po’ più di un anno da quando abbiamo aperto questo blog. Ed è passato un po’ più di un anno da quando abbiamo deciso di partire a trasformare la nostra passione in qualcosa di più serio. Insomma vola il tempo quando ci si diverte
Il compleanno è sempre un po’ tempo di bilanci. Fare bilanci è molto spesso doloroso perchè ti porta a misurarti con la realtà e molto spesso quella realtà non è sempre piacevole. Se vi interessa sapere se siamo riusciti a trasformare la nostra passione in lavoro la risposta è no. La risposta è no e con poche speranze all’orizzonte.
La situazione è difficile, lo sappiamo tutti, il periodo di congiuntura continua e pare non vedersene la fine, soldi ce ne sono sempre meno insomma …
Ma la ragione non sta tutta qui. La ragione sta in un atteggiamento generale che permea un po’ tutte le situazioni che potete trovarvi di fronte, che siano famigliari, lavorative o hobby e potremmo sintetizzarla con quella che si definisce “la dittatura dell’incompetenza“.
La dittatura dell’incompetenza nasce dal fatto che rispetto ad anni fa certi mezzi e certa tecnologia sono alla portata di più persone. Ormai tutti possono permettersi una reflex e tutti in modo più o meno lecito possono mettere le mani su Photoshop. Ed il fatto che sia alla portata di tutti automaticamente lo squalifica agli occhi della persona comune.
Chi ha la passione della fotografia sa che l’atteggiamento generale è che è la macchina che fa delle belle foto, come è Photoshop che fa delle belle foto, e con una macchina bella e Photoshop sono capaci tutti. Ma non è così, non è così e nello stesso tempo non c’è nessun modo di dimostrare il contrario.
Quindi se si chiedono 200 Euro (al netto di ritenuta d’acconto per prestazione occasionale … non la partita IVA, quella te la puoi permettere da 3.000 Euro l’anno in su) la “dittatura dell’incompetenza” tira sempre fuori un cugino, un fratello, un amico, un conoscente che fa “le stesse cose” gratis.
E noi come possiamo fare a giustificare le innumerevoli ore passate a studiare, i soldi spesi nei workshop, nelle attrezzature, le ore passate su Photoshop, Premiere o After Effects, il tempo passato a creare idee e storie da realizzare, a capire la teoria dei colori, a studiare un workflow efficiente … non possiamo e non basta il frutto del nostro impegno a dimostrarlo a chi spende 100 euro dal parucchiere e 100 dall’estetista e non vuole spendere gli stessi soldi per una bella foto … perchè tanto basta la macchina bella, tanto basta Photoshop.
Ma noi non molliamo
Noi continuiamo a studiare, e a prepararci, a cercare idee e qualità sempre più alte.
Il prossimo futuro ci riserva la realizzazione di “Alice in Escher’s Wonderland“, un progetto che per noi due e per il nostro budget è assolutamente ciclopico (vi ricordo, se volete aiutarci, il nostro “baratto“), ma che porteremo a termine al meglio delle nostre possibilità come abbiamo sempre fatto fino ad ora. Stiamo definendo lo Storyboard e continua la fase di ricerca e sviluppo che vuol dire testare le tecniche di matchmoving, le scene in greenscreen, i mockup di modellazione su Cinema 4D, testare i formati intermedi. Passarsi ore a visionare film e breaking down, abbonarsi a Cinefex, comprare corsi, formarsi … insomma un’ulteriore enorme mole di ore di lavoro …
Perchè noi ci divertiamo , perchè questa è la nostra passione
Questa è Victoria in ogni caso, fotografata in mezzo ad un sacco di gente curiosa sulle rive del lago di Avigliana. Una modella d’eccezione: ci siamo divertiti un sacco anche con lei
(e con sto “disastro” di D600).
Come ti trucco la modella
Immaginate la scena: finalmente avete la possibilità di fotografare la ragazza a cui state chiedendo da tempo di posare, arriva il giorno degli scatti e la vostra fedelissima MUA è assente. La vostra assistente è incapace a fare un trucco, e la modella non si è portata nulla dietro per truccarsi. Oppure, la vostra modella si rifiuta di farsi truccare pesantemente perchè non sopporta i prodotti che volete utilizzare.
Insomma, ci troviamo nella situazione in cui avete un bellissimo ritratto di una ragazza acqua e sapone. A questo punto però Photoshop vi permette di sperimentare più cosmetici di quanti sia possibile immaginare di fare su una persona in carne ed ossa (a meno che questa non sia dotata di tanta …. tanta tantissima pazienza, e voi non abbiate un negozio di cosmetici in casa con tutti i colori immaginabili a disposizione).
Pertanto, foto alla mano, iniziamo a vedere come possiamo intervenire. Partiamo dal presupposto che la pelle della vostra modella nel ritratto sia già messa a posto, grazie alle tecniche che Guido vi ha spiegato tramite diversi tutorial (che trovate raccolti qui). Ora è come trovarsi una tela pronta per essere dipinta, quindi,…. pennello alla mano, iniziamo!
Trucco semplice
Partiamo da una cosa semplice, come aggiungere un po’ di rimmel, l’eyeliner e un po’ di ombretto sugli occhi e un po’ di rossetto sulle labbra.
Per prima cosa creiamo un nuovo livello, che chiameremo EYELINER, dove andremo ad usare il nostro eyeliner. Prendiamo un pennello rotondo, con hardness impostata a 0%. Nelle proprietà del pennello attiviamo Shape Dynamics. Impostiamo le dimensioni del pennello in proporzione all’occhio che vogliamo truccare (il pennello deve essere piccolo ma non troppo). Io sceglierò il colore nero per l’eyeliner, ma nulla vi vieta di sperimentare a piacimento i colori da usare.
Ora disegnamo una linea nella parte inferiore dell’occhio, e poi sulla palpebra, a ridosso delle ciglia. Ripetiamo l’operazione per l’altro occhio, e osserviamo il risultato.

Per ora il tutto sembra poco integrato, e aggiusteremo questo problema utilizzando i blending modes: pertanto facciamo doppio clic a destra, sul layer EYELINER, e andiamo a modificare i blending mode fino a quando non troviamo una giusta integrazione fra texture e colore. Io per esempio ho impostato i valori 0/56 e 131/255 per l’Underlying Layer, come potete vedere nell’immagine qui sotto.
Se siamo soddisfatti dell’eyeliner, è ora di passare all’ombretto, ovvero il colore che metteremo sulle palpebre, sotto le sopracciglia.
Creiamo pertanto un nuovo livello, che chiameremo OMBRETTO. Il nuovo livello lo imposteremo sulla modalità Overlay, per fare in modo che il colore si integri correttamente con il colore e la texture della pelle. Potremmo impostarne la modalità anche dopo, ma considerando che il colore apparirà diverso da quello che scegliamo sulla tavolozza, il mio consiglio è quello di impostare prima, in modo da vedere subito il risultato. Impostate l’opacità del pennello fra 40% e 50%, e iniziate a colorare a piacimento. La scelta su forme e colori sta al vostro gusto personale e al tipo di trucco/sperimentazione che volete provare. Io, nell’esempio che vedete qui sotto, mi sono tenuta piuttosto tranquilla
Passiamo ora alle labbra. Anche qui, la scelta del colore è assolutamente a vostra discrezione. Io per ora mi tengo sul classico, ma nulla vieta di sperimentare forme e colori particolari
Per le labbra creiamo un nuovo livello, che chiameremo LABBRA. Anche qui dovete cambiare la modalità di fusione del livello. Io per l’esempio che vi mostro, ho scelto Overlay, ma potete anche provare con Saturazione e scegliere quello che vi piace di più.
L’opacità del pennello la riporto al 100% e, una volta scelto il colore, passo a dipingere le labbra. Dal momento che il colore risultante era un po’ troppo acceso per i miei gusti, ho abbassato l’opacità del livello LABBRA.
Vogliamo andare oltre e potenziare/colorare anche le ciglia? Detto e fatto. Io sfrutto un fantastico pennello che ho trovato nel libro di Julia Kuzmenko “Digital Photo Retouching: Beauty, Fashion & Portrait Photography“, che crea le ciglia. Ho creato un nuovo livello, chiamato CIGLIA, scelto il colore, impostato le dimensioni del dimensioni del pennello in modo che coincidano approssimativamente con le ciglia della mia modella, impostata l’opacità del pennello a 40%-50% e fatto uno o al massimo 2 click sulle ciglia. Poi, per le ciglia dell’altro occhio, ho selezionato le ciglia appena aggiunte, copiato, incollato, specchiato orizzontalmente e spostato nel punto corretto.
Et voilà! Il gioco è fatto
Nel video qui sotto potete vedere i vari passaggi e il risultato finale.
Trucco “teatrale”
Per quanto riguarda il trucco che ho chiamato “teatrale”, si tratta semplicemente di un trucco un po’ più audace, e che generalmente copre una zona maggiore di viso. Le regole sono le stesse viste per il trucco semplice, bisogna solo prestare attenzione se si effettuano dei disegni, che devono seguire la forma del viso per non apparire troppo piatti e quindi assolutamente finti.
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Note finali
Premetto che non sono una truccatrice, quindi tutto quello che riguarda le tecniche di trucco “reali” è per me materia oscura (diciamo che non vado oltre al rimmel, alla matita e al rossetto
). Per fare un po’ di esperimenti ho semplicemente fatto delle ricerche su Google, e fra le immagini di trucco trovate ne ho scelte alcune che mi piacevano in modo particolare e ho cercato di riprodurre il tutto sulla mia foto.
Frequency Separation [UPDATED]
Riparliamo di Frequency Separation dopo averne parlato qui. Devo ammettere che è una tecnica di fotoritocco del ritratto che mi aveva subito appassionato, per poi abbandonarla perchè alla fine non ottenevo gli stessi risultati che con l’accoppiata Heal Brush + Pixel Dodge&Burn (per il Dodge&Burn potete andare invece qui). I risultati sono sicuramente soddisfacenti, ma c’era tutta una serie di cose che non riuscivo a risolvere.
La soluzione a tutti i problemi miei piccoli padawan è studiare, studiare, provare, provare e vedere più persone possibili risolvere i tuoi problemi. Ed è qui che arriva Calvin Hollywood che in questo tutorial, “vende” una tecnica di split frequency che non è sua ma di Natalia Taffarel. Quindi io ora vi vendo una nuova tecnica di Frequency Separation come la racconta Calvin Hollywood che l’ha imparata da Natalia Taffarel.
STEP 1.
Prendete il Layer da cui volete partire e duplicatelo 3 volte: una copia è di backup, le altre due sono le copie di lavoro. Rinominatele dal basso verso l’alto in “COLOR” e “DETAILS“, oppure “TONE” e “TEXTURE”, oppure “COLORI” e “DETTAGLIO” oppure “QUI” e “QUO”, “PIPPO” e “PLUTO”, “SU” e “GIU”, insomma rinominatele un po’ come diavolo volete basta che sappiate cosa state facendo !
Nel precedente tutorial scrissi “LOW” e “HIGH”, credo che scrivere invece “COLOR” e “DETAILS” o “COLOR” e “TEXTURE” sia più chiaro. Riassumendo, la Frequency Separation è una tecnica che mira a separare toni e colori della pelle dalla trama della stessa, per poter intervenire separatamente su di essi.
STEP2.
Lasciate visibile solo il Layer “COLOR” e applicate il Filtro “Gaussian Blur” con un raggio (consigliato) di 9,4 pixel.
STEP3.
Fate tornare visibile il Layer “DETAILS” e dal Menu Image -> Adjustment scegliete Brightness / Contrast: regolate il contrasto su -50 e spuntate “Legacy” [Importante ... se non spuntate "Legacy" non funziona ...]. Questo passaggio annulla e sostituisce il passaggio attraverso “Apply Image” del precendente tutorial con due vantaggi: ha lo stesso risultato, non cambia a seconda che l’immagine sia a 16 o 8 bit.
STEP4.
Applicate al Layer “DETAILS” il filtro High Pass con raggio 9,4 pixel (o se l’avete cambiato con quello che avete usato con Gaussian Blur sul layer “COLOR”)
STEP5.
Cambiate il Blending Mode del Layer “DETAILS” in “Linear Light“. Voilà fatto !
STEP BONUS FIGHISSIMO.
Create un Layer vuoto e piazzatelo in mezzo agli altri due chiamate “à la CalvinHollywood” “MAGIC”
Poi vi spiego a che serve …
COME SI USA LA SPLIT FREQUENCY (updated)
In modo molto semplice. Ora potete agire su trama della pelle e colore in modo distinto, ma usando lo stesso strumento: Heal Brush con Hardness su 10o% e impostato su “Current Layer“. Potrete notare che quando lavorate sul livello “DETAILS” correggete la trama lasciando immutato il colore e al contrario sul Layer “COLOR” correggete il colore per lasciare la trama intatta. Figo vero ??
Ma a cosa serve il Layer “MAGIC” ?
Immginate di avere una zona di pelle con una macchia scura da rimuovere. Potreste farlo con il Patch Tool, ma andate a distruggere la trama. Clone Stamp Tool ? Idem … Heal Brush ? Non ne usciti vivi …
Se invece voi prendete un pennello morbido impostate Opacity & Flow a 30%, campionate una zona di colore della pelle che vi sembra adatta, e andate a pennellare sul layer “MAGIC” sulla zona da correggere.
La MAGIA sta nel vedere che il colore va ad aggiungersi naturalmente sulla pelle come un pennello correttore di una truccatrice, miscelandosi naturalmente con il colore originale, ma soprattutto la trama della pelle rimane intatta.
Questo perchè vi ricordo che voi avete separato COLORE da TRAMA e il layer MAGIC essendo a metà sta SOPRA il colore ma SOTTO la trama che quindi non andate a toccare.
Figo no ??
Questa tecnica permette di gestire in modo molto più efficiente il ritocco della pelle. E’ possible per esempio eliminare il livello di Pixel Dodge&Burn sicuramente più difficile da gestire e più dispendiosa a livello di tempo. Il dodge&burn soprattutto se fatto sul livello Grigio Neutro 50% – Blending Mode Soft Light porta in grosse quantità ad incidere pesantemente sul colore della pelle che non è mai un bene.
Altro vantaggio è quello di poter campionare per correggere trama o colore anche zone “buone” molto distanti dal punto che volete correggere, tanto come detto più volte la trama è acolore e il colore è atrama
Provateci, vedrete che è una tecnica ottima
Se avete bisogno io sono qui eh … anzi date un occhiata al video qui sotto che vi faccio vedere al volo come si fa
RETOUCH
Siamo tornati !
Ci abbiamo messo un po’ causa vicissitudini informatiche (mancanza di un PC con le caratteristiche necessarie diciamo) e forse avete pensato che avessimo smesso di produrre video tutorial, ma invece eccoci qua, come l’erba cattiva non moriamo mai
E torniamo alla grande ! Abbiamo registrato i 50 minuti di un Beauty Retouch su una delle Stock Photo di Digital Photos Retouching, per illustrarvi quale potrebbe essere un workflow prototipico per il ritocco completo di un ritratto. Non è un lavoro fantasmagorico e nemmeno il migliore che abbiamo fatto è semplicemente un esempio
Il tutto è stato compresso in soli 15 minuti, il giusto per darvi un’idea di come funzionano certe cose, ma il dettaglio di tecniche mostrato è ampio. Ecco elencato tutto quello che ci potrete trovare:
- Utilizzo degli Smart Object
- Utilizzo avanzato dei Layers e dei Blending Mode per contenere a livelli accettabili la dimensione del file
- Frequency Separation per la gestione delle imperfezioni e dello Smoothing della pelle
- Dodge & Burn a livello (quasi pixel) e globale
- Utilizzo di Templates, Custom Brushes e Actions
- Utilizzo di plugins aggiuntivi
Spero che il video possa destare la vostra curiosità e come sempre vi ricordiamo che siamo disponibili per qualsiasi tipo di formazione, da quella Uno ad Uno ai Workshop
Un kit per il/la giovane ritrattista
Chiudiamo con ottobre un periodo piuttosto impegnativo. Ora abbiamo tantissima carne, soprattutto parlando di editing, al fuoco. Sono stati due mesi intensi anche perchè sono stati caratterizzati da molti shooting, situazioni diverse ed eterogenee, diverse modelle, tanti problemi, molto, moltissimo studio e una quantità enorme di soddisfazioni.
Così oggi, complice anche il cambio d’ora, mi sento in vena di dare qualche consiglio a chi vuole entrare nel magico mondo del ritratto (soprattutto quello femminile).
ATTREZZATURA:
Queste sono un po’ le note dolenti per chi ha l’hobby della fotografia, perchè come la musica ci si trova ad investire un disastro di soldi. Vediamo come possiamo partire senza vendere un rene.
Dovete dotarvi di almeno un ottica “buona” da ritratto. Escludendo a priori l’ottica del kit (a meno che il vostro kit non sia qualcosa tipo D700 + 24-70 f2.8) la scelta più economica e dal rapporto Q/P più alta è una lente fissa. Se siete proprio a budget vicino allo zero il 50mm f1.8 fa al caso vostro, se vi potete permettere qualcosa di più l’85mm f1.8 è sicuramente la scelta migliore. Questa è una lente che vi accompagnerà sempre nella vostra carriera tra modelle e ritratti.
Entrambe le ottiche hanno la caratteristica di essere velocissime e di avere un ottimo sfocato con una buona compressione. A dirla tutta il 50mm è un po’ corto per il ritratto, ma soprattutto all’inizio si fa di necessità virtù.
Queste due lenti sono ottime anche per scattare all’aperto con luce naturale (in studio diventano lame di rasoio tanto sono nitide). Ecco potreste partire decidendo di scattare solo con luce naturale, quindi all’inizio rinunciando all’acquisto di almeno un flash.
Scattare con luce naturale ha pro e contro: sicuramente è più economico, ma anche più difficile da gestire richiedendo da subito una tecnica notevole. Siete poi legati alla bontà della location e anche lì ci vuole un po’ d’occhio e di tecnica per trovare la migliore. Vogliamo poi parlare dei capricci del tempo ? O del fatto che una ragazza in minigonna potrebbe non gradire una location a 10oo metri in inverno con -4° ?
Se pensate che la luce naturale sia comunque la vostra scelta allora dovete pensare a delle location invernali / cattivo tempo con delle ampie vetrate e ben esposte alla luce.
Scattare con luce naturale non vi solleva dall’acquisto di alcuni modificatori. Dovrei consigliarvi un pannello riflettente argento/oro e il TriGrip della Lastolite per diffondere la luce. Ma se il pannello è d’obbligo la funzione del TriGrip la potete risolvere con dei pannelli di plastica fine 50x50cm bianchi e neri da 1,5o Euro che trovate tranquillamente al Self
Però un bel flash … Automaticamente si è portati a pensare all’acquisto di uno speedlight. Il ragionamento è valido se per lo speedlight volete spendere intorno ai 250 Euro. Se puntate al top della gamma allora facendosi bene i conti, avendo un posto da attrezzare a sala posa e tenendo presente che l’appetito vien mangiando e vi troverete ben presto a desiderarne due di flash, un kit con due flash da studio potrebbe essere la scelta buona. Per poco più di 1.000 Euro vi trovate con 2 monotorcia da 500W con i relativi stativi e normalmente con due softbox da 60 cm e molto spesso con un sistema Wireless già bello e pronto (vedi Elinchrom).
I monotorcia hanno moltissimi vantaggi: più luce, tempi di ricarica più veloci, nessun problema di pila, luce più grossa e non ultima la lampada di modellazione. Però vanno a 220v e sono difficili da spostare. Se siete fotografi nomadi come me lo speedlight alla fine risulta più comodo.
La mia scelta è sull’SB700, che è un ottimo compromesso e pilotabile via wireless dai corpi macchina che lo permettono e può fare da master nel caso vi servisse. Per partire vi serve il flash, uno stativo, una staffa porta flash e un ombrello. L’ombrello è il modificatore meno costoso, ma che vi darà un sacco di soddisfazioni.
Poi crescendo io punterei a Beauty Dish prima, un softbox valido come l’EzyBox dopo e per terzi Grid e gel vari …
L’ARTE DEL RITRATTO:
Per riprendere una donna non dovete solo studiare la tecnica per saper gestire la luce e lo scatto, la cosa che dovete studiare di più e come gestire lei … la donna. Ovvio se volete subito lavorare con modelle professioniste diventa tutto più semplice, saranno loro a gestire la sessione (se sono intelligenti e portate per farlo) e voi imparerete un sacco. Ma potreste anche trovare la modella che invece pretende che siate voi a gestirla e rischiate nervoso, musi lunghi, scarsi risultati e brutte figure.
Partite magari chiedendo a sorelle, fidanzate, amiche e conoscenti. Le prime volte andrete un po’ a tentoni, ma vi servirà per cercare di chiarirvi le idee su cosa volete fare, su cosa vi piace e cosa no …
Mentre studiate l’arte dell’illuminazione (naturale o artificiale) studiate l’arte della posa. Dovete imparare tutti i metodi e tutti i modi possibili di mettere in posa la vostra modella limitandone i difetti esaltandone i pregi.
Imparate come mostrare la posa che avete in mente alla vostra modella attraverso gesti, o mimandola semplicemente … Anche i rudi maschietti che temono di perdere mascolinità lo possono fare
E sessione dopo sessione provate a cambiare delle cose e a fare sempre qualcosa di nuovo e di diverso che non avete mai fatto prima.
Ma ricordatevi: un buon ritratto dipende per il 90% dalla luce e dalla posa ed entrambe dipendono da voi. Se state fotografando una bella ragazza e nella foto lei non rende, non abbiate dubbi … lei è sempre bella, siete voi che avete sbagliato la foto!
Da tenere a mente
MODEL 4 A DAY
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