Ferruccio Spinetti e Petra Magoni @ Festival Mistà
Al Festival Mistà quest’anno sono arrivati Petra Magoni e Ferruccio Spinetti in arte Musica Nuda. Li ho conosciuti attraverso Caterpillar, che ha sempre avuto la pregevole capacità di proporre artisti validi, piacevolissimi e fuori dal mainstream. Andare a scattare al loro concerto era d’obbligo e conoscere gli organizzatori del festival ha reso le cose molto semplici. Primo, vediamo cosa mettere in borsa: la Nikon D7000 ovviamente e questa volta scelgo si stare (è un eufemismo) più leggero. La mia ottica principale sarà l’AF 80-200mm f2.8, alla sua ultima uscita prima di tornare (tristemente per me) al suo legittimo proprietario, e l’AF-S 18-105mm f3.5/5.6 nel caso decida di fare qualche scatto più di insieme. Metto in borsa anche l‘SB-700 che non si sa mai. Ricevuto il pass dall’organizzazione cerchiamo un posto tra il pubblico che mi permetta comunque di seguire il concerto e poter scattare da seduto con una buona visuale, perchè il piano è questo: nei primi 3 pezzi scatterò come un fotografo vero da sotto/intorno al palco (anche se non c’è una vera e propria zona di competizione), poi voglio godermelo e mi siederò con Ursula tra la gente.
Check list: Rigorosamente in Manuale, ISO1600, 1/200, f2.8, Esposizione Spot, Bilanciamento del Bianco AUTO.
Quando incomincia il concerto ringrazio il fonico della puntigliosità con cui ha fatto regolare il puntamento dei fari, i due artisti sono sempre perfettamente illuminati e scattare da veramente soddisfazioni. Il trucco della Petra Magoni riflette molto la luce, o forse il suo spot è un pò più luminoso, mi obbliga a cambiare il tempo di scatto tra l’uno e l’altro (da 1/200 a 1/320).
Provo qualche inquadratura creativa ultilizzando i cosiddetti negative space, e … non sono male
E per far rendere il fumo rallento un pò la shutter speed (1/125).
Insomma ragazzi … far foto ai concerti è proprio figoso
Trovate qui sul nostro sito la galleria completa
Il Teatro degli Orrori @ Nuvolari (CN)
L’occasione era ghiotta ! Il Teatro degli Orrori quest’anno sta andando forte e la fortuna vuole che due miei amici siano rispettivamente il fonico e il datore luci del gruppo e la data sia a mezz’ora di macchina da casa mia. Volete non andare a fare due foto e mettere alla prova cosa abbiamo imparato qualche settimana fa sulla fotografia da concerto ?
La mattina prima del concerto ripasso i fondamentali, non ultimo cerco di ripassare un po’ di “etichetta” e così alzo il telefono e chiamo Davide (il fonico) per assicurarmi che non ci siano pregiudiziali al fatto che io vada a fotografare. Così arriviamo sul luogo del concerto intorno alle 20.30, con tanto di accrediti e cena ad aspettarci con i nostri amici ( … la fortuna di averne in un certo ambiente
)
Ho appresso il materiale che mi sono preparato la sera prima: la fida Nikon D7000 e 3 obiettivi: il 50mm f1.8, il 18-105mm f3,5/5,6 e l’ 80-200mm f2,8 versione Bi-Ghiera gentilmente imprestato da un collega (che non ne vuole sapere di vendermelo
); un po di mercanzia varia tipo 4 SDHC da 16Gb che non si sa mai e qualche idea su cosa provare a fare.
L’idea questa volta è di fare tutto in manuale, compreso il controllo degli ISO, quindi parto da una configurazione base di questo tipo: 80-200@f2,8 – 1/125 – ISO1600 – Esposizione Spot. Scatterò dalla regia, quindi non molto vicino (ma nemmeno troppo lontando) dal palco, e passerò prima al 50mm e poi al 18-105 per avere alcuni scatti più di insieme nel corso della serata. Essendo a “corredo” del service non ho limiti invece di scatti.
Alle 22 ci spostiamo in regia, Davide gentilmente mi “impresta” due coperchi dei rack su cui posso mettermi in piedi ed essere leggermente sopra il resto della gente, e poi parte il concerto e si incomincia a scattare.
C’è poca luce, soprattuto c’è poca luce che illumina frontalmente i componenti del gruppo, paziento un attimo che il primo pezzo entri nel vivo prima di scattare e rischio mantenedo 1/125 anche scattando a 200mm, quindi ben al di sotto del tempo di sicurezza. Cerco di fare da stabilizzatore umano ancorandomi saldamente e premendo le braccia contro il petto per tenere più fermo l’obbiettivo. Ma gli scatti incomiciano da uscire.
I problemi più grossi ce li ha l’autofocus che non riesce ad agganciare qualcosa che gli permetta di funzionare. A seguito di un paio di bestemmie per aver perso qualche scatto a causa di questo passo in manuale, e ci rimarrò per tutta la serata. Con l’andare e venire delle luci però mettere a fuoco è un macello e nel mucchio colleziono un bel numero di scatti fuori fuoco, ma ci sta … come si dice è il mestiere che entra. Quando Fabrizio incomincia ad usare i tubi led e le stroboscopiche il mio compito si complica. Ed è un continuo cambiare lo shutter speed per compensare la variazione di luminosità del palco. Nei momenti più bui passo a 3200 ISO, per poi tornare a 1600 quando le luci sono più … movimentate.
Scatto per circa mezz’ora cos’, poi passo prima al 50mm e poi al 18-105mm e decido che ne ho abbastanza (di scatti) ripongo la macchina e mi godo lo spettacolo.
Aneddoto della sera: Ad un certo punto il Mac presente in regia ha incominciato ad avere problemi e io e il mio amico Giorgio abbiamo cercato di fare qualcosa per risolvere la situazione. Ho passato la macchina ad Ursula, che è salita al mio posto e si è messa a scattare … ovviamente portando a casa lo scatto migliore della serata …
Potete trovare tutta la galleria qui
E vi ricordiamo la nostra pagina facebook: facebook.com/lateinthend
Da tenere a mente
MODEL 4 A DAY
Commenti recenti
- Emanuele su The D600′s Saga: To LTR and back
- Guido su The D600′s Saga: To LTR and back
- Emanuele su The D600′s Saga: To LTR and back
- Carlo su The D600′s Saga: To LTR and back
- Carlo su Il bilancino …





















