Browsing articles tagged with " Fotografia"
12 giugno 2013

Il bilancino …

f5,6@50mm - 1/320 - ISO100

Victoria

E’ passato un po’ più di un anno da quando abbiamo aperto questo blog. Ed è passato un po’ più di un anno da quando abbiamo deciso di partire a trasformare la nostra passione in qualcosa di più serio. Insomma vola il tempo quando ci si diverte :)

Il compleanno è sempre un po’ tempo di bilanci. Fare bilanci è molto spesso doloroso perchè ti porta a misurarti con la realtà e molto spesso quella realtà non è sempre piacevole. Se vi interessa sapere se siamo riusciti a trasformare la nostra passione in lavoro la risposta è no. La risposta è no e con poche speranze all’orizzonte.

La situazione è difficile, lo sappiamo tutti, il periodo di congiuntura continua e pare non vedersene la fine, soldi ce ne sono sempre meno insomma …

Ma la ragione non sta tutta qui. La ragione sta in un atteggiamento generale che permea un po’ tutte le situazioni che potete trovarvi di fronte, che siano famigliari, lavorative o hobby e potremmo sintetizzarla con quella che si definisce “la dittatura dell’incompetenza“.

La dittatura dell’incompetenza nasce dal fatto che rispetto ad anni fa certi mezzi e certa tecnologia sono alla portata di più persone. Ormai tutti possono permettersi una reflex e tutti in modo più o meno lecito possono mettere le mani su Photoshop. Ed il fatto che sia alla portata di tutti automaticamente lo squalifica agli occhi della persona comune.

Chi ha la passione della fotografia sa che l’atteggiamento generale è che è la macchina che fa delle belle foto, come è Photoshop che fa delle belle foto, e con una macchina bella e Photoshop sono capaci tutti. Ma non è così, non è così e nello stesso tempo non c’è nessun modo di dimostrare il contrario.

Quindi se si chiedono 200 Euro (al netto di ritenuta d’acconto per prestazione occasionale … non la partita IVA, quella te la puoi permettere da 3.000 Euro l’anno in su) la “dittatura dell’incompetenza” tira sempre fuori un cugino, un fratello, un amico, un conoscente che fa “le stesse cose” gratis.

E noi come possiamo fare a giustificare le innumerevoli ore passate a studiare, i soldi spesi nei workshop, nelle attrezzature, le ore passate su Photoshop, Premiere o After Effects, il tempo passato a creare idee e storie da realizzare, a capire la teoria dei colori, a studiare un workflow efficiente … non possiamo e non basta il frutto del nostro impegno a dimostrarlo a chi spende 100 euro dal parucchiere e 100 dall’estetista e non vuole spendere gli stessi soldi per una bella foto … perchè tanto basta la macchina bella, tanto basta Photoshop.

Ma noi non molliamo :) Noi continuiamo a studiare, e a prepararci, a cercare idee e qualità sempre più alte.

Il prossimo futuro ci riserva la realizzazione di “Alice in Escher’s Wonderland“, un progetto che per noi due e per il nostro budget è assolutamente ciclopico (vi ricordo, se volete aiutarci, il nostro “baratto“), ma che porteremo a termine al meglio delle nostre possibilità come abbiamo sempre fatto fino ad ora. Stiamo definendo lo Storyboard e continua la fase di ricerca e sviluppo che vuol dire testare le tecniche di matchmoving, le scene in greenscreen, i mockup di modellazione su Cinema 4D, testare i formati intermedi. Passarsi ore a visionare film e breaking down, abbonarsi a Cinefex, comprare corsi, formarsi  … insomma un’ulteriore enorme mole di ore di lavoro …

Perchè noi ci divertiamo , perchè questa è la nostra passione :)

Questa è Victoria in ogni caso, fotografata in mezzo ad un sacco di gente curiosa sulle rive del lago di Avigliana. Una modella d’eccezione: ci siamo divertiti un sacco anche con lei :) (e con sto “disastro” di D600).

f5,6@50mm - 1/250 - ISO560

f5,6@50mm – 1/250 – ISO560

 

2,8@130mm - 1/200 - ISO100 + SoftBox

f2,8@130mm – 1/200 – ISO100 + SoftBox

 

f2,8@135mm - 1/2500 - ISO100

f2,8@135mm – 1/2500 – ISO100

9 maggio 2013

Come ti trucco la modella

Immaginate la scena: finalmente avete la possibilità di fotografare la ragazza a cui state chiedendo da tempo di posare, arriva il giorno degli scatti e la vostra fedelissima MUA è assente. La vostra assistente è incapace a fare un trucco, e la modella non si è portata nulla dietro per truccarsi.  Oppure, la vostra modella si rifiuta di farsi truccare pesantemente perchè non sopporta i prodotti che volete utilizzare.

Insomma, ci troviamo nella situazione in cui avete un bellissimo ritratto di una ragazza acqua e sapone. A questo punto però Photoshop vi permette di sperimentare più cosmetici di quanti sia possibile immaginare di fare su una persona in carne ed ossa (a meno che questa non sia dotata di tanta …. tanta tantissima pazienza, e voi non abbiate un negozio di cosmetici in casa con tutti i colori  immaginabili a disposizione).

Pertanto, foto alla mano, iniziamo a vedere come possiamo intervenire. Partiamo dal presupposto che la pelle della vostra modella nel ritratto sia già messa a posto, grazie alle tecniche che Guido vi ha spiegato tramite diversi tutorial (che trovate raccolti qui). Ora è come trovarsi una tela pronta per essere dipinta, quindi,…. pennello alla mano, iniziamo!

trucco_1

Trucco semplice

Partiamo da una cosa semplice, come aggiungere un po’ di rimmel, l’eyeliner e un po’ di ombretto sugli occhi e un po’ di rossetto sulle labbra.

Per prima cosa creiamo un nuovo livello, che chiameremo EYELINER, dove andremo ad usare il nostro eyeliner. Prendiamo un pennello rotondo, con hardness impostata a 0%. Nelle proprietà del pennello attiviamo Shape Dynamics. Impostiamo le dimensioni del pennello in proporzione all’occhio che vogliamo truccare (il pennello deve essere piccolo ma non troppo). Io sceglierò il colore nero per l’eyeliner, ma nulla vi vieta di sperimentare a piacimento i colori da usare.

Ora disegnamo una linea nella parte inferiore dell’occhio, e poi sulla palpebra, a ridosso delle ciglia. Ripetiamo l’operazione per l’altro occhio, e osserviamo il risultato.

trucco_2

Per ora il tutto sembra poco integrato, e aggiusteremo questo problema utilizzando i blending modes: pertanto facciamo doppio clic a destra, sul layer EYELINER, e andiamo a modificare i blending mode fino a quando non troviamo una giusta integrazione fra texture e colore. Io per esempio ho impostato i valori 0/56 e 131/255 per l’Underlying Layer, come potete vedere nell’immagine qui sotto.

blending

 

Se siamo soddisfatti dell’eyeliner, è ora di passare all’ombretto, ovvero il colore che metteremo sulle palpebre, sotto le sopracciglia.

Creiamo pertanto un nuovo livello, che chiameremo OMBRETTO. Il nuovo livello lo imposteremo sulla modalità Overlay, per fare in modo che il colore si integri correttamente con il colore e la texture della pelle. Potremmo impostarne la modalità anche dopo, ma considerando che il colore apparirà diverso da quello che scegliamo sulla tavolozza, il mio consiglio è quello di impostare prima, in modo da vedere subito il risultato. Impostate l’opacità del pennello fra 40% e 50%, e iniziate a colorare a piacimento. La scelta su forme e colori sta al vostro gusto personale e al tipo di trucco/sperimentazione che volete provare. Io, nell’esempio che vedete qui sotto, mi sono tenuta piuttosto tranquilla :)

trucco_3

Passiamo ora alle labbra. Anche qui, la scelta del colore è assolutamente a vostra discrezione. Io per ora mi tengo sul classico, ma nulla vieta di sperimentare forme e colori particolari :) Per le labbra creiamo un nuovo livello, che chiameremo LABBRA. Anche qui dovete cambiare la modalità di fusione del livello. Io per l’esempio che vi mostro, ho scelto Overlay, ma potete anche provare con Saturazione e scegliere quello che vi piace di più.

L’opacità del pennello la riporto al 100% e, una volta scelto il colore, passo a dipingere le labbra. Dal momento che il colore risultante era un po’ troppo acceso per i miei gusti, ho abbassato l’opacità del livello LABBRA.

trucco_4

Vogliamo andare oltre e potenziare/colorare anche le ciglia? Detto e fatto. Io sfrutto un fantastico pennello che ho trovato nel libro di Julia KuzmenkoDigital Photo Retouching: Beauty, Fashion & Portrait Photography“, che crea le ciglia. Ho creato un nuovo livello, chiamato CIGLIA, scelto il colore, impostato le dimensioni del dimensioni del pennello in modo che coincidano approssimativamente con le ciglia della mia modella, impostata l’opacità del pennello a 40%-50% e fatto uno o al massimo 2 click sulle ciglia. Poi, per le ciglia dell’altro occhio, ho selezionato le ciglia appena aggiunte, copiato, incollato, specchiato orizzontalmente e spostato nel punto corretto.

 trucco_6

Et voilà! Il gioco è fatto :)

Nel video qui sotto potete vedere i vari passaggi e il risultato finale.

Trucco “teatrale”

Per quanto riguarda il trucco che ho chiamato “teatrale”, si tratta semplicemente di un trucco un po’ più audace, e che generalmente copre una zona maggiore di viso. Le regole sono le stesse viste per il trucco semplice, bisogna solo prestare attenzione se si effettuano dei disegni, che devono seguire la forma del viso per non apparire troppo piatti e quindi assolutamente finti.

trucco_teatro1 trucco_teatro2

Note finali

Premetto che non sono una truccatrice, quindi tutto quello che riguarda le tecniche di trucco “reali” è per me materia oscura (diciamo che non vado oltre al rimmel, alla matita e al rossetto :D ). Per fare un po’ di esperimenti ho semplicemente fatto delle ricerche su Google, e fra le immagini di trucco trovate ne ho scelte alcune che mi piacevano   in modo particolare e ho cercato di riprodurre il tutto sulla mia foto.

6 maggio 2013

Adobe MAX: il futuro delle Applicazioni Adobe

Adobe_MaxDevo essere sincero, aspettavo con una certa trepidazione il 6 maggio e la Key Note di Adobe MAX, la conferenza creativa di Adobe, perchè era chiaro da settimane, diciamo almeno dal NAB che c’era qualcosa di grosso che bolliva in pentola. Così stasera siamo corsi a casa per seguire lo streaming della Key Note e sperare che ci svelasse due cose fondamentali: COSA e QUANDO :)

E ora, spenti i riflettori, posso descrivere tutto quello che abbiamo visto con due parole: FENOMENALE ADOBE :)

Mentre l’eccitazione ancora non passa, riesco però a mettere insieme un po’ meglio le idee; la prima cosa che mi viene in mente è che la strada in realtà è già stata tracciata proprio un anno fa con l’introduzione della Creative Cloud. Era circa la metà di aprile dello scorso anno quando noi decidemmo di fare le cose “seriamente” e Adobe ci spinse come un razzo vettore a fare le cose seriamente proprio con la Creative Cloud che ci risolse di botto tutti i problemi di Licensing. Ora passato un anno e rodato il meccanismo, Adobe mette giù il piede sulla acceleratore spingendo la Creative Cloud a diventare quello che doveva essere nell’idea originale.

Non a caso in questo rebrand muore CS come versione delle applicazioni per essere sostituito da CC. Ma vediamo a volo radente tutte le novità più saliente delle cose che più ci interessano ovvero fotografia e video / vfx.

Photoshop CC

Si continua a spingere e ad implementare maggiormente il concetto di Editing non distruttivo. Ora anche Camera RAW può essere utilizzato come filtro all’interno di un documento Photoshop (anche su Smart Object) con tool come la correzione della geometria dell’immagine o il nuovo e potentissimo Radial Filter. Sempre in Camera RAW, modifica di cui prendere nota è la possibilità di usare qualsiasi forma per l’Heal Brush (che diventa insomma come il Patch Tool) invece del solito pennello circolare. Tutte modifiche che insomma avevamo comunque visto già nella Beta di Lightroom 5.

Standing Ovation invece per il filtro “Shake Reduction” che elimina il micromosso dalle vostre fotografie … non sto scherzando, funziona davvero :) Quindi il prossimo che pubblica una foto micromossa su facebook deve venire squalificato a vita !! Io sto già mettendo mano alla mia libreria :)

Non è argomento di questo blog ma gli occhi luccicanti di Ursula al click di “save web assets” dovrebbe dirvi che sono cambiate in meglio molte cose anche per quello che riguarda la creazione di grafica per il web.

After Effects CC

Lo sapevano anche i sassi, quindi nessuna sorpresa per la demo della nuova pipeline 3D e l’integrazione di Cinema 4D Lite con AE CC. Perdo quindi due righe a fare una considerazione personale sull’operazione che di fatto relega Autodesk al mondo strettamente professionale. Diventa chiaro che se Maxon ora si gioca bene le sue carte proponendo un percorso di upgrade sensato da Lite a Studio si accaparra a mani basse il mercato amatoriale e semi-pro (ma anche professionale low budget) della modellazione 3D e della Motion Graphics. E’ il segreto di pulcinella, ma anche in televisione, o in produzioni medie, non è che tutti usino Nuke, Maya o 3ds … After Effects ha il suo bel nocciolo di fans.

Applausi a scena aperta invece per l’introduzione delle funzione “Refine Edge” per il Rotobrush. Chi ha fatto Rotoscoping una volta in vita sua sa che dito in culo con la sabbia sia rendere il matte credibile e integrato. E tutti ci chiedevamo: “perchè non possiamo avere il Refine Edge di Photoshop ??? perchè ??? perchè ???” … Ecco ora c’è … come su Photoshop … frame per frame … automatico. Chapeau !

Varie ed Eventuali.

Buona parte della Key Note è stata spesa per mostrare le nuove funzionalità Collaborative di Creative Cloud. Ora diventa davvero più facile integrare il tutto tra dispositivi diversi, anche grazie finalmente all’adozione di una vera e propria applicazione desktop per gestire il tutto. Molto simpatica l’applicazione Kuler per iphone e una plauso alla join con Behance. Notevole invece l’introduzione del TypeKit con 175 famiglie di fonts a disposizione degli abbonati :) Ah … ottimo il fatto che i settings delle vostre applicazioni vengano salvati in cloud, quindi se cambiate PC semplicemente i settaggi vi vengono scaricati automaticamente e voi vi ritrovate sempre con il vostro caro Workspace :)

Mighty Project e la fantascienza.

Due momenti veramente alti sono stati toccati durante la serata con la presentazione di Mighty Pen e di Napoleon. Mighty Pen è una penna perfettamente integrata con Creative Cloud (e quando dico integrata vuol dire che io sono in grado tramite la penna di copiare dei contenuti dal cloud e incollarli sul dispositivo anche se il dispositivo non è il mio) capace di scrivere e disegnare su tablet e dispositivi mobili. Napoleon è un piccolo righello per disegnare figure geometriche semplici regolare tramite la penna. Detto così non sembra niente di che, ma il fatto che Ursula non si sia ancora staccata dal sito del progetto e continui a ripetere “Quando esce ? Quando esce ?” potrebbe essere un altro indizio :)

Impressionante anche il Project Context sviluppato insieme a Wired e dimostrato con la Art Director di Wired stesso Claudia DeAlmeida che sembrava venire fuori da un film di fantascienza con le immagini e i layout letteralmente lanciati tra un dispositivo ed un altro :)

QUANDO

Il tutto sui vostri schermi il prossimo 17 giugno. C’è un però … solo se siete abbonati alla Creative Cloud. Eh si … la KeyNote di questa sera sancisce di fatto la morte delle versione con licensing regolare dei prodotti Adobe. Magari non la morte ma sicuramente è stato dichiarato che per quelle non ci saranno più aggiornamenti. Di fatto questo assesta un durissimo colpo alla pirateria e anche su questo mi permetto di chiudere  con un’altra personale considerazione.

Ho sempre trovato che il software costi molto spesso troppo precludendo di fatto al pubblico amatoriale di avere accesso alle licenze regolari. Per questo ho trovato ammirevole l’iniziativa di Adobe che ha messo a disposizione i suoi prodotti ad una cifra che se vogliamo è abbordabile a tutti. La Creative Cloud alla fine costa meno di Sky, meno dell’abbonamento per il treno tra Savigliano e Torino, meno del gasolio che spendo per andare a lavorare, meno che uscire due volte al mese per mangiare una pizza, e mi, e ci dà molte, molte più soddisfazioni. E per la prima volta mi trovo ad aspettare l’uscita di un nuovo software sapendo che arriverà quel giorno, che se avrò dei problemi potrò contattare un supporto, e che è regolare e aggiornato. Volete mettere la figata di non dover pensare …”Figo … ma riusciranno a craccarlo ??” … Io ve lo dico in tutta onestà, secondo me Adobe ha fatto la scelta giusta, prima con la CC e ora decretando la morte delle licenze regolari. Il futuro è questo, chi non se ne rende conto è destinato a perdere il treno … utenti e case produttrici di software, nessuno escluso. Adobe ha dimostrato che se il prezzo è equo la gente acquista il software regolare. Più di 1 milione di utenti della Creative Cloud lo dimostrano.

29 aprile 2013

Frequency Separation [UPDATED]

Hope-for-Frequency-Separation-AFTER-CLOSEUP-sm-556x600

by Julia Kuzmneko

Riparliamo di Frequency Separation dopo averne parlato qui. Devo ammettere che è una tecnica di fotoritocco del ritratto che mi aveva subito appassionato, per poi abbandonarla perchè alla fine non ottenevo gli stessi risultati che con l’accoppiata Heal Brush + Pixel Dodge&Burn (per il Dodge&Burn potete andare invece qui). I risultati sono sicuramente soddisfacenti, ma c’era tutta una serie di cose che non riuscivo a risolvere.

La soluzione a tutti i problemi miei piccoli padawan è studiare, studiare, provare, provare e vedere più persone possibili risolvere i tuoi problemi. Ed è qui che arriva Calvin Hollywood che in questo tutorial, “vende” una tecnica di split frequency che non è sua ma di Natalia Taffarel. Quindi io ora vi vendo una nuova tecnica di Frequency Separation come la racconta Calvin Hollywood che l’ha imparata da Natalia Taffarel.

STEP 1.

Prendete il Layer da cui volete partire e duplicatelo 3 volte: una copia è di backup, le altre due sono le copie di lavoro. Rinominatele dal basso verso l’alto in “COLOR” e “DETAILS“, oppure “TONE” e “TEXTURE”, oppure “COLORI” e “DETTAGLIO” oppure “QUI” e “QUO”, “PIPPO” e “PLUTO”, “SU” e “GIU”, insomma rinominatele un po’ come diavolo volete basta che sappiate cosa state facendo !

Nel precedente tutorial scrissi “LOW” e “HIGH”, credo che scrivere invece “COLOR” e “DETAILS” o “COLOR” e “TEXTURE” sia più chiaro. Riassumendo, la Frequency Separation è una tecnica che mira a separare toni e colori della pelle dalla trama della stessa, per poter intervenire separatamente su di essi.

STEP2.

Lasciate visibile solo il Layer “COLOR” e applicate il Filtro “Gaussian Blur” con un raggio (consigliato) di 9,4 pixel.

STEP3.

Fate tornare visibile il Layer “DETAILS” e dal Menu Image -> Adjustment scegliete Brightness / Contrast: regolate il contrasto su -50 e spuntate “Legacy” [Importante ... se non spuntate "Legacy" non funziona ...]. Questo passaggio annulla e sostituisce il passaggio attraverso “Apply Image” del precendente tutorial con due vantaggi: ha lo stesso risultato, non cambia a seconda che l’immagine sia a 16 o 8 bit.

STEP4.

Applicate al Layer “DETAILS” il filtro High Pass con raggio 9,4 pixel (o se l’avete cambiato con quello che avete usato con Gaussian Blur sul layer “COLOR”)

STEP5.

Cambiate il Blending Mode del Layer “DETAILS” in “Linear Light“. Voilà fatto !

STEP BONUS FIGHISSIMO.

Create un Layer vuoto e piazzatelo in mezzo agli altri due chiamate “à la CalvinHollywood” “MAGIC” :) Poi vi spiego a che serve …

COME SI USA LA SPLIT FREQUENCY (updated)

In modo molto semplice.  Ora potete agire su trama della pelle e colore in modo distinto, ma usando lo stesso strumento: Heal Brush con Hardness su 10o% e impostato su “Current Layer“. Potrete notare che quando lavorate sul livello “DETAILS” correggete la trama lasciando immutato il colore e al contrario sul Layer “COLOR” correggete il colore per lasciare la trama intatta. Figo vero ??

Ma a cosa serve il Layer “MAGIC” ?

Immginate di avere una zona di pelle con una macchia scura da rimuovere. Potreste farlo con il Patch Tool, ma andate a distruggere la trama. Clone Stamp Tool ? Idem … Heal Brush ? Non ne usciti vivi …

Se invece voi prendete un pennello morbido impostate Opacity & Flow a 30%, campionate una zona di colore della pelle che vi sembra adatta, e andate a pennellare sul layer “MAGIC” sulla zona da correggere.

La MAGIA sta nel vedere che il colore va ad aggiungersi naturalmente sulla pelle come un pennello correttore di una truccatrice, miscelandosi naturalmente con il colore originale, ma soprattutto la trama della pelle rimane intatta.

Questo perchè vi ricordo che voi avete separato COLORE da TRAMA e il layer MAGIC essendo a metà sta SOPRA il colore ma SOTTO la trama che quindi non andate a toccare.

Figo no ??

Questa tecnica permette di gestire in modo molto più efficiente il ritocco della pelle. E’ possible per esempio eliminare il livello di Pixel Dodge&Burn sicuramente più difficile da gestire e più dispendiosa a livello di tempo. Il dodge&burn soprattutto se fatto sul livello Grigio Neutro 50% – Blending Mode Soft Light porta in grosse quantità ad incidere pesantemente sul colore della pelle che non è mai un bene.

Altro vantaggio è quello di poter campionare per correggere trama o colore anche zone “buone” molto distanti dal punto che volete correggere, tanto come detto più volte la trama è acolore e il colore è atrama :)

Provateci, vedrete che è una tecnica ottima :) Se avete bisogno io sono qui eh … anzi date un occhiata al video qui sotto che vi faccio vedere al volo come si fa :)

10 aprile 2013

La mia prima volta (si parla sempre di foto, cosa pensavate?) :)

Ebbene sì, c’è una prima volta per tutti. Anche per un’assistente fotografa arriva il momento della verità, ovvero quello in cui deve sostituire (no, non solo assistere con foto di “contorno”) il fotografo ufficiale del team. Per essere sincera, due eventi avevano già coinvolto entrambi a fare le foto, ma erano due matrimoni. Ed in entrambi i casi le foto “importanti” erano affidate a Guido (nel secondo caso, soprattutto perchè io facevo anche la testimone della sposa… :D )

L’occasione si è presentata il weekend scorso, quando siamo andati fino a Rovigo alla manifestazione “Arpissima”, per la quale Guido si occupava del service per il concerto di una bravissima arpista scozzese, Eleonor Turner.

Già durante il montaggio dell’impianto a me è toccato il compito di documentare fotograficamente i lavori, e non con la piccola di casa (la mia P300) e nemmeno con la D7000. Ma con lei, sua maestà la D600 :D

Ho scelto subito di montare il 24-85 per aver maggiore libertà di movimento durante gli scatti. Poi mi son fatta dare una mano per mettere le impostazioni migliori (AutoISO che partiva da 400 ISO, ovviamente irraggiungibili all’interno dell’auditorium del conservatorio, e f che variava da 3.5 a 5.6 a seconda della posizione in cui mi trovavo).

montaggio

auditorium

Finito il montaggio, è arrivata Eleonor per il sound check. Così, visto che poi il ruolo di fotografa sarebbe spettato a me, ho approfittato per fare delle prove tecniche anche io, in modo da capire in anticipo quali erano i posti migliori per fare dei buoni scatti (qui sotto potete vedere una delle foto di Eleonor con Guido)

prove

Finito di sistemare il tutto, abbiamo avuto giusto un’ora di pausa per portare i bagagli in albergo. E poi via di nuovo all’auditorium alle 16.30, il concerto sarebbe iniziato un’ora dopo.

Dal momento che Guido doveva rimanere alla postazione di controllo audio, il compito di fotografare l’evento è spettato a me. Ammetto che ero un po’ intimorita all’inizio… “verranno bene? riuscirò a fare delle belle foto? e se poi non piacciono, mica posso rimettere l’arpista a suonare per me, no?”

Però diciamolo, nel momento in cui ho preso in mano la D600 e ho montato il 70-200, ho fatto un paio di scatti, li ho guardati e ho pensato che sì, ce la potevo fare. Oltrettutto, ammetto che sembra stupido da dire, ma avere una reflex in mano con un obbiettivo “importante” dà una certa sicurezza. A mio favore avevo diverse cose: una macchina incredibile (la D600), un obbiettivo notevole (il 70-200 di cui abbiamo già parlato) e una donna già molto bella di suo (io ve lo dico, farle una brutta foto era praticamente impossibile). Come se non bastasse, non c’erano luci come ai concerti rock che potevano “disturbare” la messa a fuoco, e non avevo nessun movimento sul palco (Eleonor suonava un’arpa, per cui per fortuna mia le viene difficile saltare lungo il palco come fanno altri musicisti :D ).

Ho iniziato con f5.6, ma dopo un po’ mi sono accorta da sola (ok ok, ho studiato, ma ho la memoria che fa cilecca ogni tanto) che alcune foto venivano mosse. Quindi mi son ricordata cosa dovevo fare: aprire il più possibile. Pertanto mi son spostata su f2.8 e non ho più toccato nulla, solo scattato. Ho cercato di spostarmi un po’ in modo da avere inquadrature diverse, e ho anche provato a cercare qualche scatto originale (come quello dei pedali che vedrete qui sotto).

eleonor1

eleonor2

tacco

Alla fine ho sudato il sudabile, ma penso anche di aver portato a casa un buon lavoro.  Soprattutto per essere la prima (di una lunga serie, spero) vera volta :)

eleonor3

 

 

Pagine:1234567...13»