Frequency Separation [UPDATED]
Riparliamo di Frequency Separation dopo averne parlato qui. Devo ammettere che è una tecnica di fotoritocco del ritratto che mi aveva subito appassionato, per poi abbandonarla perchè alla fine non ottenevo gli stessi risultati che con l’accoppiata Heal Brush + Pixel Dodge&Burn (per il Dodge&Burn potete andare invece qui). I risultati sono sicuramente soddisfacenti, ma c’era tutta una serie di cose che non riuscivo a risolvere.
La soluzione a tutti i problemi miei piccoli padawan è studiare, studiare, provare, provare e vedere più persone possibili risolvere i tuoi problemi. Ed è qui che arriva Calvin Hollywood che in questo tutorial, “vende” una tecnica di split frequency che non è sua ma di Natalia Taffarel. Quindi io ora vi vendo una nuova tecnica di Frequency Separation come la racconta Calvin Hollywood che l’ha imparata da Natalia Taffarel.
STEP 1.
Prendete il Layer da cui volete partire e duplicatelo 3 volte: una copia è di backup, le altre due sono le copie di lavoro. Rinominatele dal basso verso l’alto in “COLOR” e “DETAILS“, oppure “TONE” e “TEXTURE”, oppure “COLORI” e “DETTAGLIO” oppure “QUI” e “QUO”, “PIPPO” e “PLUTO”, “SU” e “GIU”, insomma rinominatele un po’ come diavolo volete basta che sappiate cosa state facendo !
Nel precedente tutorial scrissi “LOW” e “HIGH”, credo che scrivere invece “COLOR” e “DETAILS” o “COLOR” e “TEXTURE” sia più chiaro. Riassumendo, la Frequency Separation è una tecnica che mira a separare toni e colori della pelle dalla trama della stessa, per poter intervenire separatamente su di essi.
STEP2.
Lasciate visibile solo il Layer “COLOR” e applicate il Filtro “Gaussian Blur” con un raggio (consigliato) di 9,4 pixel.
STEP3.
Fate tornare visibile il Layer “DETAILS” e dal Menu Image -> Adjustment scegliete Brightness / Contrast: regolate il contrasto su -50 e spuntate “Legacy” [Importante ... se non spuntate "Legacy" non funziona ...]. Questo passaggio annulla e sostituisce il passaggio attraverso “Apply Image” del precendente tutorial con due vantaggi: ha lo stesso risultato, non cambia a seconda che l’immagine sia a 16 o 8 bit.
STEP4.
Applicate al Layer “DETAILS” il filtro High Pass con raggio 9,4 pixel (o se l’avete cambiato con quello che avete usato con Gaussian Blur sul layer “COLOR”)
STEP5.
Cambiate il Blending Mode del Layer “DETAILS” in “Linear Light“. Voilà fatto !
STEP BONUS FIGHISSIMO.
Create un Layer vuoto e piazzatelo in mezzo agli altri due chiamate “à la CalvinHollywood” “MAGIC”
Poi vi spiego a che serve …
COME SI USA LA SPLIT FREQUENCY (updated)
In modo molto semplice. Ora potete agire su trama della pelle e colore in modo distinto, ma usando lo stesso strumento: Heal Brush con Hardness su 10o% e impostato su “Current Layer“. Potrete notare che quando lavorate sul livello “DETAILS” correggete la trama lasciando immutato il colore e al contrario sul Layer “COLOR” correggete il colore per lasciare la trama intatta. Figo vero ??
Ma a cosa serve il Layer “MAGIC” ?
Immginate di avere una zona di pelle con una macchia scura da rimuovere. Potreste farlo con il Patch Tool, ma andate a distruggere la trama. Clone Stamp Tool ? Idem … Heal Brush ? Non ne usciti vivi …
Se invece voi prendete un pennello morbido impostate Opacity & Flow a 30%, campionate una zona di colore della pelle che vi sembra adatta, e andate a pennellare sul layer “MAGIC” sulla zona da correggere.
La MAGIA sta nel vedere che il colore va ad aggiungersi naturalmente sulla pelle come un pennello correttore di una truccatrice, miscelandosi naturalmente con il colore originale, ma soprattutto la trama della pelle rimane intatta.
Questo perchè vi ricordo che voi avete separato COLORE da TRAMA e il layer MAGIC essendo a metà sta SOPRA il colore ma SOTTO la trama che quindi non andate a toccare.
Figo no ??
Questa tecnica permette di gestire in modo molto più efficiente il ritocco della pelle. E’ possible per esempio eliminare il livello di Pixel Dodge&Burn sicuramente più difficile da gestire e più dispendiosa a livello di tempo. Il dodge&burn soprattutto se fatto sul livello Grigio Neutro 50% – Blending Mode Soft Light porta in grosse quantità ad incidere pesantemente sul colore della pelle che non è mai un bene.
Altro vantaggio è quello di poter campionare per correggere trama o colore anche zone “buone” molto distanti dal punto che volete correggere, tanto come detto più volte la trama è acolore e il colore è atrama
Provateci, vedrete che è una tecnica ottima
Se avete bisogno io sono qui eh … anzi date un occhiata al video qui sotto che vi faccio vedere al volo come si fa
RETOUCH
Siamo tornati !
Ci abbiamo messo un po’ causa vicissitudini informatiche (mancanza di un PC con le caratteristiche necessarie diciamo) e forse avete pensato che avessimo smesso di produrre video tutorial, ma invece eccoci qua, come l’erba cattiva non moriamo mai
E torniamo alla grande ! Abbiamo registrato i 50 minuti di un Beauty Retouch su una delle Stock Photo di Digital Photos Retouching, per illustrarvi quale potrebbe essere un workflow prototipico per il ritocco completo di un ritratto. Non è un lavoro fantasmagorico e nemmeno il migliore che abbiamo fatto è semplicemente un esempio
Il tutto è stato compresso in soli 15 minuti, il giusto per darvi un’idea di come funzionano certe cose, ma il dettaglio di tecniche mostrato è ampio. Ecco elencato tutto quello che ci potrete trovare:
- Utilizzo degli Smart Object
- Utilizzo avanzato dei Layers e dei Blending Mode per contenere a livelli accettabili la dimensione del file
- Frequency Separation per la gestione delle imperfezioni e dello Smoothing della pelle
- Dodge & Burn a livello (quasi pixel) e globale
- Utilizzo di Templates, Custom Brushes e Actions
- Utilizzo di plugins aggiuntivi
Spero che il video possa destare la vostra curiosità e come sempre vi ricordiamo che siamo disponibili per qualsiasi tipo di formazione, da quella Uno ad Uno ai Workshop
Speedlight Stories: l’importanza del team
E’ un periodo parecchio impegnativo. Tre weekend, tre shooting, con tre ragazze diverse, praticamente sconosciute; addirittura nell’ultimo la modella vista “dal vivo” il giorno dello shooting con esclusivi contatti via mail. Il ritratto è qualcosa di molto particolare e tremendamente impegnativo: in pochi minuti devi cercare di capire la personalità della persona che hai davanti e provare a sviluppare l’empatia necessaria a fare in modo che si instauri un minimo di fiducia. Nello stesso tempo devi rendere la loro esperienza interessante e divertente, le devi rendere partecipi del lavoro, e impegnarti a portare a casa il risultato migliore possibile.
Nelle ultime settimane il team di LiTE MEDIA si è moltiplicato; collaborano con noi una giovanissima Make Up Artist e una giovanissima Hair Stylist. Uso di proposito i termini inglesi perchè voglio sottolineare una questione che mi sta a cuore. Dalle mie parti, nella provincia piemontese, studiare da estetista o studiare da parrucchiera è sinonimo di “non aver voglia” o “non essere abbastanza intelligente per” studiare. Io credo invece che ognuno debba poter scegliere di fare quello che è più vicino alle proprie inclinazione e alle proprie passioni, e di poter continuare a cambiare passioni e perchè no lavoro, tutte le volte che vuole.
Le nostre due giovanissime collaboratrici, Camilla e Silvana, sono mosse da quello che credo sia l’unico motore di tutto: il sacro fuoco della passione. E’ un piacere lavorare con loro, ed è un piacere confrontarmi con loro che mi consigliano su quello che sarebbe meglio fare in base all’idea che ho; e non sbagliano un colpo, messe insieme sono una macchina da guerra. E se vi devo dire non importa nemmeno che abbiamo 20 anni meno di me, sanno fare il loro lavoro, lo fanno bene, anzi benissimo e la qualità delle mie foto è salita in modo esponenziale. Siamo stati fortunati !
Vi racconto questo, perchè la qualità delle foto scattate con Flavia sabato dipendono da un’alchimia particolare che si è sviluppata nella giornata. Aveva proposto 3 tipi di scatti che abbiamo provato a portare a casa, idee che mi piacevano molto. Il lavoro di trucco e parucco è stato piuttosto impegnativo perchè è stato variato 3 volte nel corso della giornata. La location ci ha aiutati: ervamo ospitati de “La Fabbrica dei Suoni” di Venasca (che vi consiglio di andare a visitare
) grazie a Mattia e Annalisa Le sale sono ampie e suggestive e alla fine è bastato lasciare che le cose andassero per il loro verso.
Flavia è riuscita a rilassarsi ed entrare nella parte in pochissimi scatti diventando una modella perfetta e tutto si è messo in moto alla perfezione.
Tecnicamente ho cercato di lasciare le cose molto semplici. Molto spesso ho usato una sola luce, o una luce con un pannello riflettente variando il modificatore dall’EzyBox al Beauty Dish a seconda di cosa avevo in mente. La novità più grossa, sul lato tecnico, è stato utilizzare il pulsante di Back Focusing durante tutta la giornata e vedere drammaticamente diminuire il numero degli scatti fuori fuoco. Quindi rileggetevi il mio precedente articolo ed usatelo
Novità invece dal lato attrezzature il nuovo stabile stativo con boom e sand bag (la nostra sand bag è l’unica che fa la palla … sapevatelo
)
Dopo circa 4 ore, tra trucco, parrucco e scatti, guardo Flavia e mi rendo conto di una cosa. Non le ho scattato un primo piano a morire in tutta la giornata ! Con Ursula al volo ri-posizioniamo le luci e prepariamo il set e io dopo essere andato tutto il giorno in manuale, decido di scattare con un solo speedlight e … TTL !
E’ parecchio buio e voglio scattare con l’80-200 f2.8 a circa 135mm. Annalisa illumina con il Led dell’iphone il viso e io metto a fuoco e scatto. Il risultato è terribile. Mi scappa qualche maledizione al santo protettore del TTL: la pelle è completamente buciata. Non comprendo bene il problema, ma cerco una soluzione: correggo a f11. Scatto … ancora terribile. Va bene siamo tutti stanchi e vogliamo andare a casa, scatto in manuale e via … ed è li che mi accorgo di non aver MAI detto alla macchina di usare il TTL ! Ops ! Non mi resta che chiedere scusa a tutti, compreso il TTL che questa volta imposto davvero
… e il risultato lo vedete qui sotto
Le cose che non vi ho detto …
Non siamo morti, siamo in fase editing del servizio fotografico di un matrimonio. Cronomentro alla mano, non più di 10 minuti a foto (compresi i ritratti della sposa); ce la si può fare, compreso splittare le immagini per la correzione della pelle, basta fare saggio uso delle Action di Photoshop. Ricordatevelo: le Action sono vostre amiche

Per quelli che vogliono essere informati dei fatti: abbiamo portato, la Nikon D7000 come camera principale, e la Canon EOS 60D come seconda, gentilmente imprestata dall’amico Giorgio. Le lenti a disposizione erano: il 15 – 85 f3,5/5,6 Canon per la 60D e tutto il corredo per la Nikon compreso il mitico AF-D 80-200mm f2.8 ED imprestato per l’occasione dall’amico Davide. Per la “luce” l’SB-700 e suo fratello 600, un paio di pannelli, e il Beauty Dish che non si sa mai. Gli scatti a casa degli sposi sono stati portati a casa con l’85 f1.8, quelli in location con l’80-200 fisso a f2.8 per tutta la giornata.
Mi sono auto-imposto di scattare sempre in manuale, unico strappo alla regola l’AUTO-ISO durante la cerimonia davanti al sindaco. Dimenticavo … luce naturale all day long … no flash!
Siamo soddisfatti, ma c’è da imparare, c’è tanto da imparare, riguardando gli scatti durante l’editing è un continuo: “Ah ma avrei potuto fare quello, ah ma perchè non ho fatto questo … ah, ma ho sbagliato quell’altro …”, faremo meglio la prossima volta [SEMPRE], come diceva Cartier-Bresson “Le tue prime 10.000 fotografie sono le peggiori”.
Intanto nel weekend, c’è stato il tour della Val Varaita a caccia di Mysteri con la spedizione congiunta dei gruppi CICAP di Cuneo e Torino. Appena c’è un attimo di tempo vi racconto come fotografare un dipinto ad olio con il Beauty Dish e come fare una foto … della madonna …
Photoshop mi aspetta … stay tuned!
La Frequency Separation smitizzata
Smitizzata si, ma comunque una tecnica high-end da cui viene difficile prescindere.
SCENARIO: Si parla sempre di ritocco della pelle, questa volta non di smoothing, lisciature, ammorbidimenti, ma di rimozione di quelle che gli inglesi, molto più bravi di noi in economia (almeno quella linguistica) chiamano in una sola parola blemish. Noi potremmo dire “imperfezione” ma per essere precisi dobbiamo dire: cicatrice, segno, pustola, brufolo, macchia, bubbone, squarcio alla jack lo squartatore e cose così.
Il metodo standard per ridurre le imperfezioni della pelle penso sia ormai conosciuto anche dai sassi. Si utilizza lo strumento Heal Brush
di Photoshop (attivabile con il tasto J) della tastiera, la cui traduzione italiana se ricordo bene è “Pennello Correttivo”. Attenzione non SPOT Heal Brush, ma Heal Brush e basta, insomma il cerotto semplice. Come al solito quella che scrivo non è una verità assoluta, è la mia maniera di lavorare, non pretendo di imporre un modo di trattare la pelle, ma di raccontarvi come io ho ottenuto i risultati migliori. Infatti esistono altri strumenti per la rimozione dei blemish, il Patch Tool, piuttosto che il Clone Tool. La scelta del modo di lavorare dipende da quanto a voi interessi farlo in maniera distruttiva o meno. Nel mio Workflow presente tento di applicare ritocchi per lo più non distruttivi fino alla fase 2080, modo di lavorare che esclude a priori il Patch Tool che non ha la possibilità di lavorare su un Layer vuoto. Quindi per per farla breve:
- Creo un nuovo Layer vuoto
- In quel Layer rimuovo le imperfezioni con l’Heal Brush. Le dimensioni del pennello variano a seconda della dimensione dell’imperfezione mentre rimane costante l‘Hardness a 75% e il Sample Mode: All Layers. Ah si dimenticavo l’Heal Brush regolare funziona in questo modo. Si campiona tenendo premuto ALT una zona vicina alla parte da correggere dove la texture della pelle sia buona, poi si pennella sull’imperfezione. Lavoro normalmente con uno zoom importante anche 100%.
Non male no? No, non male, funziona molto bene, con un difetto: quando correggete un imperfezione non solo viene corretta la texture, ma anche il colore della parte. Per chi usa questa tecnica parlo di un problema che capita praticamente in ogni ritocco, cioè di rischiare di creare una pelle a chiazze di colore, soprattutto se le zone da trattare non sono piccolissime. Sarebbe assolutamente fantastico se ci fosse un metodo per separare la texture della pelle dal suo colore, in modo da poter correggere SOLO la texture e rimuovere i difetti.
Ovviamente c’è … altrimenti che diavolo di articolo starei scrivendo scusate ??
In italiano c’è un filtro in Photoshop che qualcuno con poco senso dell’umorismo ha chiamato Accentua Passaggio, mentre in inglese si chiama High Pass: PASSA ALTO. Se avete un minimo di dimestichezza con l’audio sapete cos’è un filtro passa-alto: imposto una frequenza e il filtro fa passare tutte le frequenze che stanno sopra a quella. Il filtro High Pass di Photoshop fa esattamente la stessa cosa, ma su un immagine. Il filtro mostra tutti i pixel il cui contrasto è oltre una determinata soglia; il parametro Radius serve per identificare il raggio intorno alla zona oltre-soglia che viene mostrata. Più il Radius è piccolo, meno dettagli vengono mostrati nel risultato del filtro che è un immagine grigio 50% dove emergono le zone più contrastate dell’immagine, insomma i dettagli o nel caso della pelle la texture.
Il risultato, questa immagine grigia con i dettagli in mostra, è ovviamente inutile se non accoppiata ai blending mode dei layers. Immaginate di voler aumentare il dettaglio di una foto. Duplicate il vostro layer e imponete il filtro High-Pass con un radius di 20-22 pixel. Otterrete la vostra gray-pic; ora cambiate il blending mode del layer High-Passato in “Linear Light“. Ecco qua avete aumentato il dettaglio della vostra foto a manetta
Detto tutto questo possiamo usare il filtro High-Pass per separare la texture dal colore della pelle ? Certo che si! Vediamo
- Create un layer che sia il merge di tutti gli altri con la combinazione di tasti CTRL+SHIFT+ALT+E
- Duplicate il layer ottenuto e rinominate quello in basso in LOW quello in alto in HIGH e disabilitate la visualizzazione del layer HIGH. Selezionate i due layers e raggruppateli tramite “New Group from layers …” in un gruppo chiamato “Split HP“
- Per ottenere le “basse frequenze”, insomma il colore, dovete applicare al layer LOW il filtro Gaussian Blur. Il radius varia a seconda dell’immagine e della sua risoluzione; quello che dovete cercare è il punto in cui la transizione dei colori è molto sfumata, ma senza perdere il passaggio tra luci e ombre. A titolo di esempio immaginiamo che sia 20px.
- Ora abilitate la visualizzazione del layer HIGH e applicate il filtro High-Pass con lo stesso radius che avete usato per il Gaussian Blur.
- Cambiate il blending mode del Layer HIGH in “Linear Light”
Come potete notare l’immagine è iper-dettagliata rispetto alla partenza, quindi abbassate l’Opacity del livello HIGH a 50%.
Ecco ora avete ottenuto un immagine uguale all’originale. Uguale … ehm … quasi uguale …. se andate a vedere il dettaglio degli occhi noterete che l’immagine separata è meno nitida di quella originale soprattutto per le ombre e le alte luci. Possiamo fare meglio
LA VERA FREQUENCY SEPARATION
Si può fare meglio si … riproviamo !
Cancellate i layers creati in precedenza e ricominciate:
- Create un layer che sia il merge di tutti gli altri con la combinazione di tasti CTRL+SHIFT+ALT+E
- Duplicate il layer ottenuto e rinominate quello in basso in LOW quello in alto in HIGH e disabilitate la visualizzazione del layer HIGH. Selezionate i due layers e raggruppateli tramite “New Group from layers …” in un gruppo chiamato “Split”
- Per ottenere le “basse frequenze”, insomma il colore dovete applicare al layer LOW il filtro Gaussian Blur. Il radius varia a seconda dell’immagine e della sua risoluzione; quello che dovete cercare è il punto in cui la transizione dei colori è molto sfumata, ma senza perdere il passaggio tra luci e ombre. A titolo di esempio immaginiamo che sia 20px. [Sì ho fatto copia/incolla e allora ??]
- Ora abilitate la visualizzazione del layer HIGH e selezionatelo.
- Per ottenere le “alte frequenze”, la texture, utilizziamo lo strumento Apply Image che si trova sotto il menù Image. Apply Image parte da un Layer e attraverso un blending mode e le indicazioni di Offset “estrae” le frequenze delle immagini desiderate. Il nostro layer Source quindi è il layer LOW
- Le altre impostazione di Apply Image cambiano a seconda che la vostra immagine sia a 8 oppure a 16bit. Per gli 8 bit dovete usare queste:
per i 16bit dovete usare queste:
Chiariamo, non è che “potete” usare queste, DOVETE usare queste; se cambiate qualcosa non funziona. Se cambiate qualcosa e non funziona non venite a lamentarvi da me … io ve lo avevo detto.
- Ora cambiate il blending mode del layer HIGH in “Linear Light“. Come potete notare questa volta l’immagine separata è esattamente uguale a quella originale.
SKIN RETOUCHING SU UN’IMMAGINE SEPARATA.
Ora potete passare a rimuovere le imperfezioni utilizzando il fido Heal Brush lavorando direttamente sul layer HIGH. Con questa piccola accortezza. Aumentate l’hardness del pennello da 75% a 100% e cambiate il Sample mode in Current Layer.
Come potete notare a differenza di prima, quando elimitate un imperfezione viene solo corretta la texture, mentre il colore rimane invariato. Potete quindi concentrarvi sul creare una pelle con una trama regolare ed uniforme senza preoccuparvi del colore (cercando di evitare pattern troppo regolari che rivelerebbero il trucco)
Ah ecco … la caratteristica del ritocco su immagine separata, cioè il non modificare il colore, potrebbe essere in certi casi anche il suo limite, quindi le due tecniche, chiamiamole “Classica” e “Frequency Separation” sono complementari, e una non sostituisce l’altra.
Domande? Dubbi? Perplessità?























