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27 marzo 2013

Cedere al lato oscuro …

IMG_1724[1]Il mio amico Giorgio ha tentato di far entrare un Mac in casa mia dal 2009.  Ci è riuscito un paio di settimane, fa complici la Dell che deciso di non concedere finanziamenti ai poveri cristi ed il fatto che lui avesse un Mac Minidi cui non sapeva bene che farsene.

Quello che segue è il diario di un convinto utente Windows che si trova a misurarsi con la madre di tutti i gadget: il Mac :)

SE SEI UN UTENTE WINDOWS CONVINTO PERCHE’ HAI CEDUTO ?

La risposta è piuttosto semplice: 240Gb di disco SSD e 16Gb di RAM sono un argomento molto convincente, soprattutto se proposti ad un prezzo ragionevole. Nulla che non si potesse trovare anche in ambito PC a cifre molto simili, ma come detto sopra, in questo momento le finanziare paiono restie a concedere crediti e bisogna fare di necessità virtù. Ha vinto il disco SSD sulla scheda video dei Mac Mini tutt’altro che performante. La Intel HD4000 ospitata dal chipset non viene nemmeno considerata entry level in campo 3D, ma spenderemo un paio di parole più avanti su questo.

Parlando di Sistemi Operativi mi considero un Windows Power User, ma ho visto nella mia carriera lavorativa abbastanza sistemi operativi (compreso AiX) da avere la certezza che ognuno ha pregi e difetti, ed ognuno, messo sotto la giusta pressione, si pianta come una nave in un bosco (ma anche di questo parlerò dopo). A questo punto per me Windows vale Mac OS; la differenza poteva essere data dalla disponibilità di software. Come già detto più volte siamo abbonati alla Adobe Creative Cloud che dà a disposizione la doppia versione, come la maggior parte dei plugins che usiamo. L’unica cosa che rimane fuori è 3dstudio Max, che Autodesk però certifica su Parallels. Fine delle obiezioni, si proceda!

PRESA DI CONTATTO

Il  Mac Mini è Mini ed è Mac. Inutile girarci intorno: è uno strepitoso oggetto di design e di miniaturizzazione; rispetto ai fratelli maggiori costa meno ed è più facilmente espandibile, in meno ha bisogno di un monitor, cosa che a casa nostra per fortuna non manca.

La prima accensione è stata scioccante per il S.O.: è  salito ad una velocità ultrasonica, probabilmente più veloce del tempo in cui si accende il mio 40″ Sony appeso in parete. I Mac Users che stanno gongolando dandosi di gomito rientrino nei ranghi. La velocità deriva dal disco SSD e dai 16 Gb di RAM: ho visto macchine Windows 7 salire alla stessa velocità a parità di hardware, di conseguenza in questa fase non farò nessuno confronto di prestazione Mac OS X vs Windows in quanto impossibilitato a provare una macchina Windows 7/8 con disco SSD e 16 Gb di RAM in pari condizioni.

Per il resto devo dire che per un Power User Windows abituarsi a Mac OS  non è facilissimo, soprattutto perchè si è portati a cercare di eseguire certe operazioni alla stessa maniera con cui le si eseguono sul sistema operativo Microsoft. Sarebbe più semplice se uno potesse resettare e ripartire come un foglio bianco, ma purtroppo certe cose arrivano da anni di abitudine. Ma vediamo, dopo 10 giorni circa di utilizzo, Top e Bottom line.

TOP LINE

- La tastiera e il Magic Trackpad

Vale il discorso fatto per il Mac Mini: sono oggetti fatti realmente bene, il feeling della tastiera è spettacolare. Il Magic Trackpad a me piace da morire tanto da rimpiangerlo quando torno su Windows. Non va ovviamente bene per tutto e con alcune gesture faccio ancora fatica ad andare d’accordo; soprattutto non è fatto per regolazioni fini, tanto che dopo 5 giorni mi sono arreso e ho aggiunto un mouse regolare (versione PC) che uso quando mi viene da scagliare il Trackpad dal balcone (soprattutto visto quello che costa … )

- Time Machine

Rispetto al backup proprietario di Windows è anni luce avanti. Punto.

- Multidesktop

Questa feauture non si capisce perchè mamma Microsoft non la voglia implementare. Ovviamente per Mac OS  arriva dritta dritta da Linux ed è comodissima soprattutto accoppiata al Magic Trackpad

- Parallels

Da ultrà vmware devo dire che Parallels è assolutamente impressionante; poi la modalità di application presentation (che per Parallels si chiama Coherence) è micidiale. Indispensabile!

BOTTOM LINE

- Gestione delle Finestre

Le considerazioni sulla gestione delle finestre e su Finder sono da prendere col benificio di inventario perchè nascono dal fatto che io pretendo di usare Mountain Lion come Windows 7. Fatto sta che io faccio molto spesso fatica a capire dove sono finite le finestre e a ritrovarle.

- Finder

Trovo tutta la gestione dei file un po’ macchinosa rispetto a Windows. Soprattutto lo spostamento/copia dei file per chi ha messo le mani su Windows 8 si renderà conto che il S.O. di Redmond è parecchio avanti. Manca la compatibilità coi dischi NTFS, se non con applicativo di terze parti e per chi arriva da Windows è un po’ un dramma.

- Time Machine

Ma come? Non era Top Line? Sì, ma fa il backup quando cazzo vuole lui e non esistono opzioni per modificare la cosa … (se non da riga di comando e/o applicazioni esterne)

- Surriscaldamento

Il Mac Mini scalda come un forno a legna e non fatevi fregare dal discorso “L’ha fatto Apple quindi l’ha fatto bene”. Trovate un’app tipo iStat Menu e monitorate la temperatura della CPU ricordandovi che l’i7 ha una temperatura massima di esercizio intorno ai 70°. Soprattutto, aumentate la velocità della ventola che espelle l’aria calda dall’interno del case. Io ora ho una regolazione minima di 3200 giri che mi permette di mantenere in idle la CPU intorno ai 40° – 50° (che sono già tanti). Se lanciate applicazioni ad alto carico sulla CPU portate la velocità della ventola al massimo. Meglio un po’ di casino che la CPU sciolta.

LE PRESTAZIONI DELLA INTEL HD4000

Come detto in ambito GPU non è nemmeno considerata entry level. Ma a differenza di quello che si può pensare se la cava piuttosto bene.

Anche su After Effects utilizzando il plugn in “Element 3D” di Videocopilot che ufficialmente non supporta questa scheda, non ho avuto problemi, nemmeno in funzioni alte come la “Ambient Occlusion“. Il rendering è buono e la macchina divertente. Insomma non ci renderizzerete “Cars 3″, ma per piccole applicazioni VFX si difende bene.

STABILITA’

Come già detto ogni sistema operativo messo sotto la giusta pressione si schianta come una nave in un bosco: è bastato abilitare il rendering multithreading su After Effects e lanciare un rendering per vedere Mountain Lion smettere di rispondere e obbligarmi a spegnere la macchina con il tasto POWER.

C.V.D.

:)

L’ULTIMA CONSIDERAZIONE

Molto spesso ho sentito bestemmiare utenti Vista, Windows 7 o 8 per quanto fosse invasivo User Account Control. Vi invito ad installare un applicazione su Mac :)

22 marzo 2013

RETOUCH

Siamo tornati !

Ci abbiamo messo un po’ causa vicissitudini informatiche (mancanza di un PC con le caratteristiche necessarie diciamo) e forse avete pensato che avessimo smesso di produrre video tutorial, ma invece eccoci qua, come l’erba cattiva non moriamo mai :)

E torniamo alla grande ! Abbiamo registrato i 50 minuti di un Beauty Retouch su una delle Stock Photo di Digital Photos Retouching, per illustrarvi quale potrebbe essere un workflow prototipico per il ritocco completo di un ritratto. Non è un lavoro fantasmagorico e nemmeno il migliore che abbiamo fatto è semplicemente un esempio :)

Il tutto è stato compresso in soli 15 minuti, il giusto per darvi un’idea di come funzionano certe cose, ma il dettaglio di tecniche mostrato è ampio. Ecco elencato tutto quello che ci potrete trovare:

- Utilizzo degli Smart Object

- Utilizzo avanzato dei Layers e dei Blending Mode per contenere a livelli accettabili la dimensione del file

- Frequency Separation per la gestione delle imperfezioni e dello Smoothing della pelle

- Dodge & Burn a livello (quasi pixel) e globale

- Utilizzo di Templates, Custom Brushes e Actions

- Utilizzo di plugins aggiuntivi

Spero che il video possa destare la vostra curiosità e come sempre vi ricordiamo che siamo disponibili per qualsiasi tipo di formazione, da quella Uno ad Uno ai Workshop :)

24 gennaio 2013

La doppia conversione del RAW

70-200@102mm – f2.8 – 1/250 – ISO360 – EV-0.7

Vi piace ? Bel contrasto vero ? Anche i colori non sono male vero ? Beh a me piace è ovvio, l’ho fatta io ! Sarebbe strano vi mostrassi una foto che non mi piace :) Ad ogni modo, la foto è stata scattata con la Nikon D600 e il Tamron SP-AF70-200 in un freddo e piovigginante sabato, a San Luca, sui colli di Bologna. No flash,  no assistente, no pannelli … niente di niente, solo io, la D600, Eleonora, la luce diffusa del brutto tempo e il pavimento latricato di pietra a fare da gigantesco pannello riflettente. Chi ha dubbi sulla D600 spero convenga con me sulla gamma dinamica della macchina, ma andiamo avanti e arriviamo all’argomento di oggi. Guido, da dove hai tirato fuori questo contrasto ?

Con il simpatico trucco che adesso andrò a raccontarvi miei piccoli Padwan: una doppia conversione del RAW.

Non mi ricordo bene da chi ho visto per la prima volta questa cosa: Scott Kelby, Calvin Hollywood o Joel Grimes, ma sicuramente in ordine di tempo da Joel Grimes.

RICETTA PER LA DOPPIA CONVERSIONE DEL RAW.

1. Aver scattato in RAW (grazie Mr. Lapalisse)

2. Aprite il vostro RAW in Camera RAW. Se state passando da Lightroom aprite il file con l’opzione “Edit in Photoshop as Smart Object“. Se scegliete questa seconda strada per aprire Camera RAW basta fare doppio Click sul layers che viene creato.

3. Ora gestite lo sviluppo del file in un modo un po’ diverso dal solito, cercate infatti di renderla meno contrastata. Per farvi un esempio questo è come ho regolato la foto di cui sopra:

4. Ora … se avete aperto lo Smart Object da Photoshop cliccate su Ok e tanti saluti. Se invece avete aperto il RAW caricandolo direttamente in Camera RAW, fate attenzione: se non avete ancora impostato l’opzione “Open in Photoshop as Smart Object” vergognatevi e fatelo immediatamente. Se proprio non volete farlo tenete premuto SHIFT e vedrete che il tasto “Open Image” si trasforma in “Open Object” su cui dovete cliccare. In questo modo vi trovate con un Layer con il vostro RAW sviluppato come Smart Object.

5. Ora dobbiamo duplicare il nostro smart object preservandone l’integrità. Quindi NON possiamo fare un semplice “Duplicate Layer” (o CTLR+J), ma facciamo Click con tasto dx sul layer scegliendo “New Smart Object Via Copy… “. In questo modo i due layers vivono di vite separate.

6. Facendo doppio Click sul layer copia riapriamo Camera RAW e andiamo dritto per dritto alla scheda “HSL/Grayscale” senza toccare nient’altro.

7. Attivate l’opzione “Convert to Grayscale“. Ora scurite i toni dell’incarnato (senza esagerare) corregendo in negativo i canali Red, Orange e Yellow. In figura l’esempio:

8. Quando siete soddisfatti (beati voi) cliccate Ok e tornate su Photoshop.

9. Ossignore ma ora lo foto è in bianco e nero ?? NO PANIC cambiate il Blending Mode del layer monocromatico a “Soft Light” e voilà !

10. Se il contrasto vi pare troppo nessun problema regolate l’opacity del layer “GrayScale” a piacere, nel mio caso è 75%

FATTO ??

Ora potete proseguire il vostro editing con il workflow che preferite :)

13 gennaio 2013

Me Ne Frego ! (aka Nikon D600 early review)

La Befana si porterà via anche tutte le feste, ma a noi ha recapitato la Nikon D600. Vabbè Epifania + 2 ma va bene uguale. Abbiamo deciso di prendere finalmente la D600 complici due offerte in scadenza a gennaio: il finanziamento a tasso 0 “Nikon 4 you” e l’SB-700 [che avevamo intenzione di prendere comunque per affiancarlo al nostro SB-700 titolare] in offerta da Nital. E ci siamo chiusi occhi, orecchie e cervello per resistere a tutte le voci (e le bestemmie) che normalmente accompagnano un discorso sulla D600. Il motivo per cui lo abbiamo fatto è scritto in quest’altro post.

Comunque martedì 8 gennaio la D600 è entrata a far parte del parco macchine Lite Media.

ERGONOMIA

Mi sono trovato a casa, perchè la D600 è una D7000 leggermente più grande e leggermente più pesante e con la D7000 condivide anche la stessa batteria (grazie Nikon). Vediamo le differenze: come detto è leggermente più grande e pesante, dal punto di vista dei controlli, sulla D600 finalmente trovo il blocco della ghiera dei programmi (con la D7000 mi è capitato spesso di muoverla per sbaglio. Il lato sinistro è rimasto invariato mentre è cambiato a destra il comando per il Live View visto che ora è (finalmente anche qui) presente il pulsante “Rec” per la registrazione video.

L’unica cosa che per ora mi crea qualche difficoltà è che sulla D600 sono stati invertiti i pulsanti per il controllo della profondità di campo con quello Fn rispetto alla D7000. Io sul pulsante Fn ho da sempre impostato il Menu per il controllo ISO. In queste prime uscite controllo spesso la profondità di campo … diciamo così.

Manca purtroppo il pulsante AF-ON, pazienza, lo si può configurare sull’inutile pulsante AE-L/AF-L come spiegato qui.

(Tamron) 200mm – f2.8 – 1/250 – ISO320

PRIMO CONTATTO

 Abbiamo preso il kit con il 24-85mm f3.5/4.6 insieme alla SHDC Lexar da 8Gb quindi avevamo tutto il necessario per testare subito la macchina. In casa ovvio, con pochissima luce. E quindi la prima cosa che abbiamo apprezzato di questa D600 è quanto diavolo sia performante ad alti ISO. Provo subito uno scatto alla spettacolare sensibilità per me di 6400 ISO (io sono partito dalla D40X dove 800ISO erano già davvero troppo, potete immaginarvi quando con la D7000 andavo a 1600ISO senza problemi la mia gioia) e guardando la qualità dell’immagine, ma soprattutto il rumore di video presente incomincio a gongolare mormorando “Viva ! Viva il Full Frame !!”. Ma è quando imposto Hi1 e sparo uno scatto alla fotonica sensibilità di 12800 ISO  che la macchina incomincia a dimostrare tutti gli Euri (e sono tanti) che costa.

E devo aspettare qualche giorno prima di metterla alla prova con luce naturale. In condizione pessime in entrambi i casi, pieno sole a mezzogiorno al primo giro, nebbia e brutto tempo il secondo. Le due sessioni di scatti sono state fatte con l’AF-S 24-85mm f3.5/5.6 ED VR del kit e con il Tamron SP AF70-200mm f2.8. La macchina impostata in Modo A o M, Auto ISO sempre, casco ben allacciato e luci accese anche di giorno.

La prima considerazione è che bisogna tenere a mente che la copertura del View Finder per la D600 è (quasi) il 100%, quindi, come dire, ciò che si vede è. Con la D7000 o in genere il formato DX molte volte quando vedevo qualcosa tagliato nel mirino scattavo ugualmente senza ricomporre sapendo che il frame in uscita era più grande e mi avrebbe perdonato. Qui è meglio fare un passo indietro e ricomporre.

Per il resto, a parte per ora la mancanza del battery grip che trovo comodissimo ed indispensabile, visto che i due corpi macchina sono così simili, mi sembra di aver scattato da sempre con la Nikon D600, trovo i pulsanti al volo anche senza aver letto il manuale (prometto che lo farò). Unico appunto, al tatto tutti i pulsanti sembrano un po’ plasticosi e si fa un po’ fatica a percepire il “click”. Anche il pulsante di scatto è un po’ più, come dire … spugnoso.

(Nikkor) 24mm – f3.5 – 1/80 – ISO250

Ma a parte queste sciocchezze andiamo alla cose che contano, cioè la qualità di immagine. Una parola sola: SPETTACOLARE !

Il dettaglio è impressionate sopratutto per una persona che come me non ha mai avuto in mano corpi macchina professionali. E insieme al dettaglio è spettacolare la gamma dinamica e i colori che riesce a produrre. Le immagini anche in condizioni di luce cattive sono sempre vive, quasi tridimensionali, mai piatte. Io scatto sempre in RAW non ho nemmeno considerato per ora l’output in JPEG e il file caricati in LightRoom hanno davvero bisogno di una piccolissima post per passare da eccezionali a superlative.

La capacità della D600 di gestire sensibilità ISO fotoniche prende ancora più valore scattando per strada. Riuscire a scattare un cartellone sotto un portico buio a 4500ISO e vedere rumore video solo andando a spingere in post il contrasto a +50 è assolutamente incredibile.

L’autofocus è figlio del sistema che equipaggia la D7000 e che come ben si sa non è il suo punto di forza. Nella D600 la prima impressione è che Nikon l’abbia migliorato parecchio rendendolo più preciso ed affidabile. Anche in condizioni di scarsa luminosità non è perfetto, ma sicuramente migliore della D7000. E’ stata cambiata anche la logica di gestione dell’AF sulla macchina rendendola più chiara. Anche qui un appunto, con il Tamron non sono riuscito ad usare l’AF in inseguimento, ma temo sia un problema mio dovuto al fatto che NON HO LETTO IL MANUALE !

Le prestazioni dell’esposimetro sono in linea con la filosofia Nikon: per me Matrix tende a sovraesporre, lo faceva sulla D40X, sulla D7000 e ora sulla D600, di conseguenza continuo come ho sempre fatto a correggere l’esposizione di -0.3 / -0.7 EV.

Molta gente è spaventata dalla dimensione dei file RAW prodotti dalla macchinetta (parliamo di 26-29 Mb a colpo in RAW 14bit compresso lossless): beh sulle SHDC SanDisk 16Gb Classe 10 non ho avuto problemi nemmeno in raffica. Anche per quanto riguarda l’editing non mi sembra che il mio PC (che non è sicuramente HighEnd: è un portatile Core 2 Duo con 8Gb di RAM) sia andato in crisi. Insomma ci sono molti modi, anche su Photoshop, di contenere a livelli accettabili la dimensione dei file.

Ah … si apprezza tanto il salto da DX a FX quando usavi lenti FX su DX (è contorto ma importante)?  Oh si ragazzi ci dovete fare l’occhio …. montato 5 minuti l’AF-D 85mm f1.8 e mi sembrava cortissimo :)

Insomma dopo circa 130 scatti posso dirvi che la Nikon D600 è una fotocamera eccezionale e che non vedo l’ora di metterla alla prova in quello che amo di più e cioè il ritratto !

(Nikkor) 85mm – f4.5 – 1/80 – ISO220

(Nikkor) 24mm – f3.5 – 1/80 – ISO180

(Nikkor) 24mm – f4.5 – 1/80 – ISO320

(Tamron) 200mm – f2.8 – 1/250 – ISO200

(Nikkor) 70mm – f4.5 – 1/100 – ISO4500

(Tamron) 200mm – f2.8 – 1/250 – ISO500

IL FATTORE “POLVERE”

Morite tutti dalla voglia di sapere se la nostra D600 soffre del famigerato anomalo accumulo di polvere sul sensore vero?

Probabilmente si, ho fatto dopo circa 30 scatti il test famoso “f22 contro parete bianca” ed erano visibile in alto a destra e a sinistra circa 5 spot direi con discreta sicurezza dovuti a polvere e non olio. Allora chiariamo “visibile” : a f22 nel RAW sono percettibili, per vederli bisogna crankare contrast e clarity a +100 che sono ovviamente condizioni anomale. Al che ho messo la macchina in Mirror-Up e ho dato un paio di colpi di pompetta e rifatto il test. Resistevano 3 spot due in alto a sinistra e 1 in alto a destra. Da qui in poi mi sono preoccupato di scattare fotografie …

Nel test di ieri a sia a f8 che a f11 contro un cielo completamente bianco non era visibile nessuno spot apprezzabile.  Per carità sono solo 130 scatti, il problema può peggiorare di brutto,  ho due shooting nel prossimo weekend e un matrimonio il 2 febbraio. Credo che dopo questi tre impegni potrò dire la mia seriamente; ma visto che sui forum si leggono cose tipo “L’ho presa venerdi e lunedì l’ho riportata al negoziante” o “ho fatto due scatti in negozio su 3o esemplari e facevano tutte schifo” direi che sono soddisfatto …

Ma io scatto prevalentamente a tutta apertura, adoro lo sfocato, uso diaframmi molto chiusi solo in studio, per me diventerà un problema  solo quando avrò grossi e visibili spot in aree sensibili nelle mie condizioni di scatto … io del test a f22 con clarity e e contrast a +100, come disse il Gerarca Barbagli appena sbarcato su Marte me ne frego. Quando arriverò a questa situazione e non riuscirò a risolvere la cosa con una pompetta manderò la D600 a LTR per una pulizia. Magari voi non vi ricordate, ma io si, sulla D40X non c’era nessun filtro passa alto per la pulizia del sensore e LightRoom era alla 1.2. Io ho avuto spot da polvere sul sensore dalla seconda settimana e pazientemente li toglievo con LR, e lo facevano tutti perchè era praticamente la norma.

Tra l’altro nota per “quelli che si passano la giornata su Photoshop a togliere la forfora della D600″ se usate LR lo potete fare in batch visto che gli spot sono sempre nello stesso punto …

Vi terrò aggiornati e dopo averla provata continuo a sostenere la mia tesi: fa foto eccezionali e questo è quello che conta.

(Tamron) 122mm – f2.8 – 1/250 – ISO560

19 dicembre 2012

Il tempo vola quando ci si diverte …

CHE FINE HAI FATTO ?

London: Millenium Bridge

L’ultimo mese è stato piuttosto impegnativo: nel giro di 15 giorni tra metà novembre e dicembre mi sono trovato a rimbalzare tra Cardiff, Londra e Roma, con il piccolo inconveniente di rimanere tra Londra e Roma senza macchina fotografica. Poi tanti progetti a cui in un modo o nell’altro da un senso e una fine, Natale in arrivo, uno shooting spettacolare e qualche altra cosina, ma vediamo di andare con ordine :)

LA NIKON D7000 ROTTA E L’ASSISTENZA NITAL/LTR

La mia Nikon D7000 a Londra è caduta da 50cm d’altezza toccando rovinosamente terra con la slitta del flash. Il risultato della botta è che ha smesso di riconoscere le ottiche con la ghiera diaframmi (AF-D 50mm, 60mm, 85mm, 80-200mm per capirci) dichiarando testardamente fEE nel display. L’errore fEE significa semplicemente che la ghiera diaframmi dell’obbiettivo non è bloccata a massima apertura, quando questo è bloccato e la macchina continua a segnalare l’errore palesemente c’è qualcosa che non va.

Dopo un breve colloquio telefonico con il call-center LTR che si occupa delle riparazioni in garanzia Nital in Italia ho consegnato loro la macchina. Sono onesto, mi sono guardato dal dirgli che la macchina era caduta, ma i segni della botta erano più che evidenti, decidendo a priori che se avessero ritenuto che il guasto derivava dalla botta avrei pagato senza fiatare.

Ma mi è andata benissimo :) LTR mi ha restituito nei tempi dichiarati la mia macchinetta, riparata, pulita e persino con il firmware aggiornato e senza pagare una lira ! … che posso dirvi … Buona Natale :)

Eleanor Turner @ Cardiff

ROMA SENZA DSLR = IPHONE PHOTOGRAPHY !

Mi sono trovato a Roma senza la D7000 e quindi ho ripiegato sull’iPhone, per dimostrare  e dimostrarmi una volta per tutte che una buona foto la fa il fotografo e non la macchina fotografica. Ho usato l’App di iOS6 e un’altra che si chiama Pro Camera e tanto, tantissimo la funzione HDR. Poi ovviamente editing su LightRoom.

Usare l’iPhone equivale ad usare una compatta “punta e scatta”: nessun controllo, impossibile usare lo zoom, quindi ritorni ai fondamentali, a curare meglio la composizione e il soggetto, a spostarti nel punto giusto per fare la foto invece di ruotare la ghiera dello zoom. Dopo qualche ora ci prendi la mano e passi da “foto da vacanza” a “foto seria” e devo dire … il risultato non mi è dispiaciuto affatto. Insomma vuoi mettere quanto si viaggia più leggeri ??

Riflessi del Colosseo

Colosseo

GEAR UP

Sono mesi che faccio la corte al Nikkor AF-D 80-200mm f2.8 del mio collega promettendogli anche or0, piaceri e paradisi mussulmani pur che se ne separi. Visto che non cede ho ripiegato sull’economico ma dal grande rapporto qualità/prezzo Tamron 70-200 f2.8. E’ in arrivo, vi farò resoconto completo :) Fa già parte della scuderia un fantastico fondale 3×6 metri in tessuto, colore grigio 50% !

VANJA

85mm – f2.8 – 1/125 – ISO 200

Lo shooting del rientro, quello con la D7000 riparata, dopo più di un mese di astinenza da ritratto in studio, ha visto come protagonista Vanja, protagonista davvero.

Avevo in mente per lei una serie di scatti che trovavo fossero adatti, pur conoscendola davvero poco, all’idea che mi ero fatto di lei, un po’ rock, un po’ grunge, grintosa ma molto femminile. Le ho proposto questa idea insieme al “scattiamo su sfondo grigio e poi ti ambienterò in composizione in posti tipo garage, post industriale  ecc …” e lei ha accettato :)

La mattina non è partita benissimo, tra sveglie saltate, problemi con il Tethered Capture e un po’ di ruggine; ma dopo mezz’ora siamo andati tutti in temperatura e come capita spesso le cose hanno preso a girare per il verso giusto. Più che altro, Vanja che come altre ragazze che ho fotografato non aveva mai posato prima, è entrata nel giusto mood, ha preso a divertirsi e si è calata nella parte, restituendomi quella grinta e femminilità nello sguardo e nell’atteggiamento che mi ero immaginato.

E’ estremamente gratificante per me lavorare con donne che non si sono mai trovate davanti ad un obbiettivo seriamente, provare a guidarle e farle sentire a proprio agio, farle divertire ed avere in cambio scatti di una qualità incredibile come quelli di domenica.

Vanja poi ci ha stupiti, mostrando una sicurezza di sé e un’intelligenza che non è davvero comune nei nostri posti (ne ho parlato a lungo in questo post) prendendo in mano la sessione e girandola verso scatti più glamour (li troverete man mano che verranno editati sul nostro sito).

Insomma è stato un rientro col botto :D Il team con Camilla e Silvana si sta oliando e funziona al meglio (nonostante i postumi del sabato sera …) e man mano che costruiamo esperienza la qualità di quello che facciamo è sempre più alta.

Nota tecnica: la sostituzione delle sfondo nelle foto che vedete molto spesso è stata portata a casa utilizzando una caratteristica dello scattare su sfondo grigio 50%. In sostanza il Layer su Photoshop dove è presente lo sfondo che avete scelto utilizza come Blending Mode il modo Soft Light. A quel punto a voi non resta che mascherare via la modella dallo sfondo … vabbè vi metto giù un tutorial … se il 21 dicembre arriva Niburu però mi sa che morirete col dubbio !

85mm – f8 – 1/125 – ISO200

 

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