La mia prima volta (si parla sempre di foto, cosa pensavate?) :)
Ebbene sì, c’è una prima volta per tutti. Anche per un’assistente fotografa arriva il momento della verità, ovvero quello in cui deve sostituire (no, non solo assistere con foto di “contorno”) il fotografo ufficiale del team. Per essere sincera, due eventi avevano già coinvolto entrambi a fare le foto, ma erano due matrimoni. Ed in entrambi i casi le foto “importanti” erano affidate a Guido (nel secondo caso, soprattutto perchè io facevo anche la testimone della sposa…
)
L’occasione si è presentata il weekend scorso, quando siamo andati fino a Rovigo alla manifestazione “Arpissima”, per la quale Guido si occupava del service per il concerto di una bravissima arpista scozzese, Eleonor Turner.
Già durante il montaggio dell’impianto a me è toccato il compito di documentare fotograficamente i lavori, e non con la piccola di casa (la mia P300) e nemmeno con la D7000. Ma con lei, sua maestà la D600
Ho scelto subito di montare il 24-85 per aver maggiore libertà di movimento durante gli scatti. Poi mi son fatta dare una mano per mettere le impostazioni migliori (AutoISO che partiva da 400 ISO, ovviamente irraggiungibili all’interno dell’auditorium del conservatorio, e f che variava da 3.5 a 5.6 a seconda della posizione in cui mi trovavo).
Finito il montaggio, è arrivata Eleonor per il sound check. Così, visto che poi il ruolo di fotografa sarebbe spettato a me, ho approfittato per fare delle prove tecniche anche io, in modo da capire in anticipo quali erano i posti migliori per fare dei buoni scatti (qui sotto potete vedere una delle foto di Eleonor con Guido)
Finito di sistemare il tutto, abbiamo avuto giusto un’ora di pausa per portare i bagagli in albergo. E poi via di nuovo all’auditorium alle 16.30, il concerto sarebbe iniziato un’ora dopo.
Dal momento che Guido doveva rimanere alla postazione di controllo audio, il compito di fotografare l’evento è spettato a me. Ammetto che ero un po’ intimorita all’inizio… “verranno bene? riuscirò a fare delle belle foto? e se poi non piacciono, mica posso rimettere l’arpista a suonare per me, no?”
Però diciamolo, nel momento in cui ho preso in mano la D600 e ho montato il 70-200, ho fatto un paio di scatti, li ho guardati e ho pensato che sì, ce la potevo fare. Oltrettutto, ammetto che sembra stupido da dire, ma avere una reflex in mano con un obbiettivo “importante” dà una certa sicurezza. A mio favore avevo diverse cose: una macchina incredibile (la D600), un obbiettivo notevole (il 70-200 di cui abbiamo già parlato) e una donna già molto bella di suo (io ve lo dico, farle una brutta foto era praticamente impossibile). Come se non bastasse, non c’erano luci come ai concerti rock che potevano “disturbare” la messa a fuoco, e non avevo nessun movimento sul palco (Eleonor suonava un’arpa, per cui per fortuna mia le viene difficile saltare lungo il palco come fanno altri musicisti
).
Ho iniziato con f5.6, ma dopo un po’ mi sono accorta da sola (ok ok, ho studiato, ma ho la memoria che fa cilecca ogni tanto) che alcune foto venivano mosse. Quindi mi son ricordata cosa dovevo fare: aprire il più possibile. Pertanto mi son spostata su f2.8 e non ho più toccato nulla, solo scattato. Ho cercato di spostarmi un po’ in modo da avere inquadrature diverse, e ho anche provato a cercare qualche scatto originale (come quello dei pedali che vedrete qui sotto).
Alla fine ho sudato il sudabile, ma penso anche di aver portato a casa un buon lavoro. Soprattutto per essere la prima (di una lunga serie, spero) vera volta
Loud Spaces
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Ferruccio Spinetti e Petra Magoni @ Festival Mistà
Al Festival Mistà quest’anno sono arrivati Petra Magoni e Ferruccio Spinetti in arte Musica Nuda. Li ho conosciuti attraverso Caterpillar, che ha sempre avuto la pregevole capacità di proporre artisti validi, piacevolissimi e fuori dal mainstream. Andare a scattare al loro concerto era d’obbligo e conoscere gli organizzatori del festival ha reso le cose molto semplici. Primo, vediamo cosa mettere in borsa: la Nikon D7000 ovviamente e questa volta scelgo si stare (è un eufemismo) più leggero. La mia ottica principale sarà l’AF 80-200mm f2.8, alla sua ultima uscita prima di tornare (tristemente per me) al suo legittimo proprietario, e l’AF-S 18-105mm f3.5/5.6 nel caso decida di fare qualche scatto più di insieme. Metto in borsa anche l‘SB-700 che non si sa mai. Ricevuto il pass dall’organizzazione cerchiamo un posto tra il pubblico che mi permetta comunque di seguire il concerto e poter scattare da seduto con una buona visuale, perchè il piano è questo: nei primi 3 pezzi scatterò come un fotografo vero da sotto/intorno al palco (anche se non c’è una vera e propria zona di competizione), poi voglio godermelo e mi siederò con Ursula tra la gente.
Check list: Rigorosamente in Manuale, ISO1600, 1/200, f2.8, Esposizione Spot, Bilanciamento del Bianco AUTO.
Quando incomincia il concerto ringrazio il fonico della puntigliosità con cui ha fatto regolare il puntamento dei fari, i due artisti sono sempre perfettamente illuminati e scattare da veramente soddisfazioni. Il trucco della Petra Magoni riflette molto la luce, o forse il suo spot è un pò più luminoso, mi obbliga a cambiare il tempo di scatto tra l’uno e l’altro (da 1/200 a 1/320).
Provo qualche inquadratura creativa ultilizzando i cosiddetti negative space, e … non sono male
E per far rendere il fumo rallento un pò la shutter speed (1/125).
Insomma ragazzi … far foto ai concerti è proprio figoso
Trovate qui sul nostro sito la galleria completa
Snapshot da un concerto
I concerti legati alla festa per i 20 anni del Torneo dei Rioni di Mondovì, ci ha dato l’altra sera la possibilità di testare qualcuna delle tecniche studiate sulla fotografia “da concerto”
Arriviamo appena in tempo per l’inizio del concerto dei Loscomobile, sono circa le 21 e ci sarebbe ancora una buona dose di luce naturale, non fosse che il palco è sotto l’ala del mercato. Visto che questo era il gruppo che più di tutti mi interessava fotografare, insieme ai Sixities Graffiti, tiro fuori la fida D7000 già equipaggiata con la mia lente preferita, il Nikkor AF 85mm f1.8. Mentre mi avvicino al palco preparo un settaggio di massima: f2,0 – 1/125 – White Balance AUTO – ISO AUTO, macchina rigorosamente in Manuale (Modo M)
Faccio un paio di scatti di test e le immagini sono piuttosto sovraesposte (normalmente non guardo l’istogramma, lascio attiva la visualizzazione “Alter-Luci” che fa lampeggiare le zone sovraesposte: in questo caso è ovvio che nelle immagini in cui finiscono le luci dei PAR o dei Motorizzati ci saranno delle zone sovraesposte, quindi cerco di giudicare di non bruciare [troppo] i musicisti per non perdere dettaglio), quindi decido al volo di sottoesporre di 0.7 Stop e tutto si mette a funzionare. Ancora un paio di scatti di prova e poi vado di raffica; per alcuni la D7000 (7 fps) è lenta, magari per lo sport, ma in questi casi mi sembra più che adeguata. Il fatto di conoscere i pezzi mi dà una mano e escono i primi buoni scatti:
Parliamo un secondo delle impostazioni di scatto. Il diaframma così aperto (forse troppo aperto) è una scelta dettata non tanto dalla necessità di fare entrare più luce possibile, quanto dal quella di avere i musicisti ben isolati dallo sfondo e con un buon sfocato (e a quello ci pensa egragiamente l’85). Il tempo 1/125 permette di bloccare l’azione, ma non troppo in modo da renderla comunque dinamica, tipo:
Le luci del palco non sono ovviamente perfette, soprattutto nella posizione del cantante che è un po’ scura. Insomma, tradotto: problemi di messa a fuoco e di esposizione. La messa a fuoco a questi diaframmi è un po’ una croce, soprattutto quando davanti rischi di trovarti, cavi e microfoni o il fascio del motorizzato che passa di lì proprio mentre scatti. Quindi Autofocus Singolo (AF-S), messa a fuoco sul viso del musicista assicurandosi che sia corretta, ricomposizione e scatto. Poi quando il fuoco non è proprio perfetto si prova a tirarlo un po’ in post come in questo caso:
Durante la serata l’esposizione è messa spesso in crisi dai motorizzati che non stanno fermi un attimo, quindi passo l’esposimetro da Matrix a Spot, e le cose migliorano:
Ma i motorizzati non mettono solo in crisi l’esposizione, ma anche gli Auto ISO. Dovrei provare qualche scatto ad ISO Manuali, ma non ho molta manualità a cambiarli al volo e per questa volta lascio perdere.
Cerco di seguire un workflow per ogni gruppo:
- Portare a casa uno scatto buono per ogni musicista, nel primo pezzo.
- Nel secondo pezzo cercare un secondo scatto e qualcosa di più particolare, come un close up sulle mani del chitarrista in assolo o cose così:
- Sempre nel secondo pezzo spostarmi verso la regia e scattare una foto di insieme:
Insomma godermi il terzo pezzo in santa pace.
In ogni caso l’ottica fissa e il poco spazio tra la gente e il palco non mi dà una gran varietà di scatti, solo quando la quantità di persone scende posso concedermi un paio di medium shot:
Ah ecco … tutta la postproduzione è stata fatta su Lightroom 4 (che sarebbe come farla con Camera RAW 7).
COSA HO IMPARATO DALLA SERATA? Al prossimo giro meglio f2.8 (meno problemi di fuoco) e devo provare con ISO Manuali. E Ursula sallo … ci serve quel 70 – 200 f2.8 !
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Da tenere a mente
MODEL 4 A DAY
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