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29 ottobre 2012

Un kit per il/la giovane ritrattista

Chiudiamo con ottobre un periodo piuttosto impegnativo. Ora abbiamo tantissima carne, soprattutto parlando di editing, al fuoco. Sono stati due mesi intensi anche perchè sono stati caratterizzati da molti shooting, situazioni diverse ed eterogenee, diverse modelle, tanti problemi, molto, moltissimo studio e una quantità enorme di soddisfazioni.

Così oggi, complice anche il cambio d’ora, mi sento in vena di dare qualche consiglio a chi vuole entrare nel magico mondo del ritratto (soprattutto quello femminile).

ATTREZZATURA:

Queste sono un po’ le note dolenti per chi ha l’hobby della fotografia, perchè come la musica ci si trova ad investire un disastro di soldi. Vediamo come possiamo partire senza vendere un rene.

Dovete dotarvi di almeno un ottica “buona” da ritratto. Escludendo a priori l’ottica del kit (a meno che il vostro kit non sia qualcosa tipo D700 + 24-70 f2.8) la scelta più economica e dal rapporto Q/P più alta è una lente fissa. Se siete proprio a budget vicino allo zero il 50mm f1.8 fa al caso vostro, se vi potete permettere qualcosa di più l’85mm f1.8 è sicuramente la scelta migliore. Questa è una lente che vi accompagnerà sempre nella vostra carriera tra modelle e ritratti.

Entrambe le ottiche hanno la caratteristica di essere velocissime e di avere un ottimo sfocato con una buona compressione. A dirla tutta il 50mm è un po’ corto per il ritratto, ma soprattutto all’inizio si fa di necessità virtù.

Queste due lenti sono ottime anche per scattare all’aperto con luce naturale (in studio diventano lame di rasoio tanto sono nitide). Ecco potreste partire decidendo di scattare solo con luce naturale, quindi all’inizio rinunciando all’acquisto di almeno un flash.

Scattare con luce naturale ha pro e contro: sicuramente è più economico, ma anche più difficile da gestire richiedendo da subito una tecnica notevole. Siete poi legati alla bontà della location e anche lì ci vuole un po’ d’occhio e di tecnica per trovare la migliore. Vogliamo poi parlare dei capricci del tempo ? O del fatto che una ragazza in minigonna potrebbe non gradire una location a 10oo metri in inverno con -4° ?

Se pensate che la luce naturale sia comunque la vostra scelta allora dovete pensare a delle location invernali / cattivo tempo con delle ampie vetrate e ben esposte alla luce.

Scattare con luce naturale non vi solleva dall’acquisto di alcuni modificatori. Dovrei consigliarvi un pannello riflettente argento/oro e il TriGrip della Lastolite per diffondere la luce. Ma se il pannello è d’obbligo la funzione del TriGrip la potete risolvere con dei pannelli di plastica fine 50x50cm bianchi e neri da 1,5o Euro che trovate tranquillamente al Self :)

Però un bel flash … Automaticamente si è portati a pensare all’acquisto di uno speedlight. Il ragionamento è valido se per lo speedlight volete spendere intorno ai 250 Euro. Se puntate al top della gamma allora facendosi bene i conti, avendo un posto da attrezzare a sala posa e tenendo presente che l’appetito vien mangiando e vi troverete ben presto a desiderarne due di flash, un kit con due flash da studio potrebbe essere la scelta buona. Per poco più di 1.000 Euro vi trovate con 2 monotorcia da 500W con i relativi stativi e normalmente con due softbox da 60 cm e molto spesso con un sistema Wireless già bello e pronto (vedi Elinchrom).

I monotorcia hanno moltissimi vantaggi: più luce, tempi di ricarica più veloci, nessun problema di pila, luce più grossa e non ultima la lampada di modellazione. Però vanno a 220v e sono difficili da spostare. Se siete fotografi nomadi come me lo speedlight alla fine risulta più comodo.

La mia scelta è sull’SB700, che è un ottimo compromesso e pilotabile via wireless dai corpi macchina che lo permettono e può fare da master nel caso vi servisse. Per partire vi serve il flash, uno stativo, una staffa porta flash e un ombrello. L’ombrello è il modificatore meno costoso, ma che vi darà un sacco di soddisfazioni.

Poi crescendo io punterei a Beauty Dish prima, un softbox valido come l’EzyBox dopo e per terzi Grid e gel vari …

L’ARTE DEL RITRATTO:

Per riprendere una donna non dovete solo studiare la tecnica per saper gestire la luce e lo scatto, la cosa che dovete studiare di più e come gestire lei … la donna. Ovvio se volete subito lavorare con modelle professioniste diventa tutto più semplice, saranno loro a gestire la sessione (se sono intelligenti e portate per farlo) e voi imparerete un sacco. Ma potreste anche trovare la modella che invece pretende che siate voi a gestirla e rischiate nervoso, musi lunghi, scarsi risultati e brutte figure.

Partite magari chiedendo a sorelle, fidanzate, amiche e conoscenti. Le prime volte andrete un po’ a tentoni, ma vi servirà per cercare di chiarirvi le idee su cosa volete fare, su cosa vi piace e cosa no …

Mentre studiate l’arte dell’illuminazione (naturale o artificiale) studiate l’arte della posa. Dovete imparare tutti i metodi e tutti i modi possibili di mettere in posa la vostra modella limitandone i difetti esaltandone i pregi.

Imparate come mostrare la posa che avete in mente alla vostra modella attraverso gesti, o mimandola semplicemente … Anche i rudi maschietti che temono di perdere mascolinità lo possono fare ;)

E sessione dopo sessione provate a cambiare delle cose e a fare sempre qualcosa di nuovo e di diverso che non avete mai fatto prima.

Ma ricordatevi: un buon ritratto dipende per il 90% dalla luce e dalla posa ed entrambe dipendono da voi. Se state fotografando una bella ragazza e nella foto lei non rende, non abbiate dubbi … lei è sempre bella, siete voi che avete sbagliato la foto!

24 settembre 2012

Speedlight Stories: l’importanza del team

85mm – f7.1 – 1/250 – ISO200

E’ un periodo parecchio impegnativo. Tre weekend, tre shooting, con tre ragazze diverse, praticamente sconosciute; addirittura nell’ultimo la modella vista “dal vivo” il giorno dello shooting con esclusivi contatti via mail. Il ritratto è qualcosa di molto particolare e tremendamente impegnativo: in pochi minuti devi cercare di capire la personalità della persona che hai davanti e provare a sviluppare l’empatia necessaria a fare in modo che si instauri un minimo di fiducia. Nello stesso tempo devi rendere la loro esperienza interessante e divertente, le devi rendere partecipi del lavoro, e impegnarti a portare a casa il risultato migliore possibile.

Nelle ultime settimane il team di LiTE MEDIA si è moltiplicato; collaborano con noi una giovanissima Make Up Artist e una giovanissima Hair Stylist. Uso di proposito i termini inglesi perchè voglio sottolineare una questione che mi sta a cuore. Dalle mie parti,  nella provincia piemontese, studiare da estetista o studiare da parrucchiera è sinonimo di “non aver voglia” o “non essere abbastanza intelligente per” studiare. Io credo invece che ognuno debba poter scegliere di fare quello che è più vicino alle proprie inclinazione e alle proprie passioni, e di poter continuare a cambiare passioni e perchè no lavoro, tutte le volte che vuole.

Le nostre due giovanissime collaboratrici, Camilla e Silvana, sono mosse da quello che credo sia l’unico motore di tutto: il sacro fuoco della passione. E’ un piacere lavorare con loro, ed è un piacere confrontarmi con loro che mi consigliano su quello che sarebbe meglio fare in base all’idea che  ho; e non sbagliano un colpo, messe insieme sono una macchina da guerra. E se vi devo dire non importa nemmeno che abbiamo 20 anni meno di me, sanno fare il loro lavoro, lo fanno bene, anzi benissimo e la qualità delle mie foto è salita in modo esponenziale. Siamo stati fortunati !

Vi racconto questo, perchè la qualità delle foto scattate con Flavia sabato dipendono da un’alchimia particolare che si è sviluppata nella giornata. Aveva proposto 3 tipi di scatti che abbiamo provato a portare a casa, idee che mi piacevano molto. Il lavoro di trucco e parucco è stato piuttosto impegnativo perchè è stato variato 3 volte nel corso della giornata. La location ci ha aiutati: ervamo ospitati de “La Fabbrica dei Suoni” di Venasca (che vi consiglio di andare a visitare :) ) grazie a Mattia e Annalisa Le sale sono ampie e suggestive e alla fine è bastato lasciare che le cose andassero per il loro verso.

Flavia è riuscita a rilassarsi ed entrare nella parte in pochissimi scatti diventando una modella perfetta e tutto si è messo in moto alla perfezione.

80-200@80 – f2.8 – 1/250 – ISO200

Tecnicamente ho cercato di lasciare le cose molto semplici. Molto spesso ho usato una sola luce, o una luce con un pannello riflettente variando il modificatore dall’EzyBox al Beauty Dish a seconda di cosa avevo in mente. La novità più grossa, sul lato tecnico, è stato utilizzare il pulsante di Back Focusing durante tutta la giornata e vedere drammaticamente diminuire il numero degli scatti fuori fuoco. Quindi rileggetevi il mio precedente articolo ed usatelo :) Novità invece dal lato attrezzature il nuovo stabile stativo con boom e sand bag (la nostra sand bag è l’unica che fa la palla … sapevatelo :) )

Dopo circa 4 ore, tra trucco, parrucco e scatti, guardo Flavia e mi rendo conto di una cosa. Non le ho scattato un primo piano a morire in tutta la giornata ! Con Ursula al volo ri-posizioniamo le luci e prepariamo il set e io dopo essere andato tutto il giorno in manuale, decido di scattare con un solo speedlight e … TTL !

E’ parecchio buio e voglio scattare con l’80-200 f2.8 a circa 135mm. Annalisa illumina con il Led dell’iphone il viso e io metto a fuoco e scatto. Il risultato è terribile. Mi scappa qualche maledizione al santo protettore del TTL: la pelle è completamente buciata. Non comprendo bene il problema, ma cerco una soluzione: correggo a f11. Scatto … ancora terribile. Va bene siamo tutti stanchi e vogliamo andare a casa, scatto in manuale e via … ed è li che mi accorgo di non aver MAI detto alla macchina di usare il TTL ! Ops ! Non mi resta che chiedere scusa a tutti, compreso il TTL che questa volta imposto davvero :) … e il risultato lo vedete qui sotto :)

80-200@120 – f11 – 1/250 – ISO200

5 settembre 2012

Speedlight Stories: Liscia o Gassata ?

Con Annalisa è la terza volta che scattiamo. E’ stata la mia seconda modella, con una serie di scatti decisamente ignoranti, dove non sapevo bene come gestire ne’ lei, ne’ le immagini. Ci riprovammo un paio di mesi dopo e le cose già funzionarono un po’ meglio. Adesso passato quasi un anno abbiamo fatto le cose, diciamo così … seriamente :)

E’ stata anche la nostra prima uscita con una giovanissima e per quanto giovane incredibilmente professionale Make Up Artist che è entrata a far parte del team seduta stante. Ma andiamo con ordine.

L’idea di Annalisa è realizzare due serie di scatti contrapposti dove mostrare due personalità. Quella classica, seria, impostata della musicista classica e, dall’altra quella ribelle, “cattiva” della rockettara. Gli ingredienti ci sono, una sala piuttosto grande, gli oggetti di scena (il violino del compagno e la mia chitarra elettrica), una buona serie di vestiti tra cui scegliere e la collaborazione preziosa della MUA per “cambiare” la personalità.

Mentre Camilla è al lavoro con il trucco, io e Ursula da sempre mia preziosa VAL prepariamo il set. Oggi useremo solo gli Speedlight (SB-700 e SB-600 di Nikon) e per lo scatto classico vorrei ricreare la tipica illuminazione di un palco: una luce quasi in verticale sopra il viso di Annalisa che la illumini “a pioggia” come key-light e sicuramente una fill-light. Per la fill-light sempre immaginando un palco, mi immagino una luce dal basso, piuttosto diretta e dura. La scelta dei modificatori quindi cade per il beauty-dish per la Key e il Lumiquest SoftBox III.

Purtroppo la sala non ci permette tutta la separazione con lo sfondo che vorrei, quindi facendo due o tre scatti di prova mi rendo conto che con il 50mm lo sfondo non è quello che avevo in mente. Troppa luce e poco bello a vedersi; così decido di cambiare la mia idea originale e di abbandonare (con rammarico, perdendo i piedi scalzi di Annalisa) lo scatto a figura intera per passare ad un piano medio o a dei primi piani. Cambio anche ottica e torno sul mio amato 85mm, non tanto per gestire meglio la pelle (pelle e trucco in realtà sono perfetti) ma per una pura scelta guidata da “la compressione dell’85 mi piace di più … ooooooh”.

Una nota di contorno: scatto per tutta la serata in tethered capture con LightRoom. Ora mi spiego: la macchina è collegata con un cavo USB di circa 3 metri (cavo + prolunga) al Laptop, con LightRoom in Tethered Capture mode. In pratica gli scatti invece di essere salvati sulle card vengono immediatamente trasferiti sul PC con un duplice vantaggio; il primo e di non doverle trasferire in seguito e di essere già “catalogate” da LR, il secondo è che vedere immediatamente le immagini ad una dimensione decente. Questo vi aiuta a capire meglio eventuali problemi, tipo cattiva messa a fuoco, brutte luci e cosa non da poco, permette alla vostra modella di vedere immediatamente gli scatti e capire con voi cosa funziona e cosa no. Questo aspetto è piuttosto importante perchè vi aiuta a gestire la componente psicologica degli scatti. Stare davanti all’obbiettivo non è semplice, ogni fotografo dovrebbe provare a stare una volta dall’altra parte, e ogni cosa che potete fare per migliorare l’esperienza delle vostre modelle è tutto a vostro vantaggio.

Okkei incominciamo a scattare e vediamo di mettere a frutto tutto il lavoro fatto durante l’estate studiando i videocorsi sulla posa di Peter HurleyJerry Ghionis e soprattutto di Lindsay Adler vero guru per gli scatti fashion. La sessione prende subito quota, le luci funziona così come il trucco, Annalisa è presa bene e segue con precisione le mie indicazioni e i risultati arrivano.

ISO200 – 85mm@f9 – 1/160

Passiamo ad un primo piano e facciamo per un paio di scatti a botte con l’ombra dell’archetto sul viso. Risolviamo con il classico pannello Silver di Lastolite retto da Ursula.

ISO200 – 85mm@f8 – 1/250

Prima di passare alla versione rock della nostra modella, facciamo una decina di scatti più fashion, con un trucco intermedio e un vestito più … tranquillo (?). Viene il momento di mettere in campo EzyBox 24″ di Lastolite e il Grid a 45° per creare un pò di movimento sullo sfondo. Grazie al lavoro di Camilla non usiamo nemmeno la doppia diffusione. Annalisa trova nel mood degli scatti una posizione fantastica e così porto a casa uno dei miei scatti preferiti della serata:

ISO200 – 85mm@f8 – 1/250

Annalisa si traforma in una rockstar ! Top, Mini in Jeans e trucco cattivissimo. Le allungo la cinghia della chitarra per una posizione veramente rock e scattiamo ! E’ il momento più divertente della serata. Sempre l’Ezybox 24″ è la Key light, piuttosto distante per indurire un pò la luce e questa volta usiamo l’SB-600, sempre con il Grid a 45° come rim light con un gel verde sopra. Gli scatti più divertenti sono sicuramente quelli di Annalisa frizzata in salto, che non posso ancora mostrarvi; ecco dobbiamo fare un salto in avanti alla post-produzione di queste immagini. Ci accorgiamo subito che se funzionano la posa di Anna e le luci, non funziona l’ambiente. Ursula allora sposta il mouse sull’icona di Autodesk Maya … e Maya vuol dire v-ray. Ma di questo vi racconterà lei dettagliatamente in un prossimo articolo, io vi mostro il risultato finale:

Compositing

23 luglio 2012

On Assignment: Michela

Michela mi ha chiesto di scattare una serie di foto per rinnovare i manifesti e i biglietti da visita per la sua attività di concertista. Non è la prima volta che, grazie anche al mio lavoro, mi trovo a scattare immagini per un’arpista, lo scorso anno infatti ho realizzato gli scatti per il libretto di uno dei CD di Maria Krushevskaya.

Michela mi ha fatto vedere una sua vecchia fotografia che ama molto, richiedendomi qualcosa di simile e ci siamo accordati per una via di mezzo: qualche scatto come vuole lei e qualcuno in cui io ho piena libertà. La mia idea era fare qualcosa che le permettesse di uscire dalla staticità e ripetitività delle “solite” foto da arpista, operazione che per esempio non era riuscita con Maria.

L’appuntamento quindi è nello shoow room Salvi Harps e abbiamo un’ora di tempo per realizzare lo shooting. Non ho con me la mia eccezionale VAL Ursula, quindi chiedo una mano a Roberta, la modella a cui sono più affezionato, che ha un buon background fotografico ed è nei paraggi, se è disponibile a darmi una mano. E fortunamente può!

Siamo un po’ stretti coi tempi. Mentre io mi occupo di preparare il set, Roberta si occupa di dare una mano a Michela per prepararsi. Opto per lo sfondo grigio, e almeno per la prima scena (la foto richiesta proprio da Michela) decido di usare due flash. Voglio ricreare l’illuminazione di un palco, l’arpista sarà seduta suonando, quindi metto l‘SB700 con l’EzyBox 24″ come Main Light alta e parallela alle corde, proprio vicino alla colonna dell’arpa, e l’SB-600 con il Grid Rogue a 45° come controluce, facendolo piovere dall’alto sui capelli.

Monto il fido AF 85mm f1.8 e parto da un’impostazione standard: ISO200 -f8 – 1/125 con l’SB700 a 1/4 e l’SB600 a 1/2. Ah si … ecco, io scatto sempre in manuale quando utilizzo i flash; nonostante utilizzi il sistema Wireless di Nikon, non riesco ad utilizzare in queste situazioni il TTL. Probabilmente è un mio limite, e soprattutto quando ho poco tempo come questa volta preferisco affidarmi all’impostazione manuale di tutta la catena. Faccio in ogni caso uno scatto senza flash per accertarmi che 1/125 basti a tenere a bada della luce che arriva dal grande finestrone che c’è alla mia sinistra. Un paio di scatti di prova e correggo il diaframma a 7.1, e siamo pronti, si va :)

85@f7.1 – 1/125- ISO200

Per il secondo scatto Michela vorrebbe uno scatto molto sfruttato tra le arpiste, che è quello che Roberta definisce generalmente “Fare Cucù tra le corde”. Proviamo una variante per cercare un po’ di novità in questa maniera:

Michela è seduta e mettiamo un po’ di distanza tra lei e le corde in modo da giocare sullo sfocato e sui piani differenti. Utilizzo un solo flash su cui questa volta monto il solito Beauty Dish della Lumodi con il suo diffusore. Lo metto esattamente sopra il soggetto in modo che la luce le piova addosso utilizzando una semplice asta microfonica a giraffa opportunamente preparata. Il peso leggero del tutto ovviamente mi aiuta parecchio :) Scatto ancora con l’85mm e scendo a f5.6 per avere un buono sfocato sulle corde. Sempre 1/125 e flash ad 1/4.

85@f5.6 – 1/125 – ISO200

L’ultimo scatto è il mio, quello che ho preparato per lei. Michela ora è in piedi e quindi colgo l’occasione per spiegarle un paio di trucchi per migliorare la posa. Uso ancora il Beauty Dish su di lei, ma questa volta aggiungo l’SB600 con L’EzyBox ad illuminare l’arpa e scendo con il tempo ad 1/250 per isolare al meglio Arpista ed Arpa, come se fossero sotto due spot.

Per alzare il punto di ripresa mi metto in ginocchio su una specie di cassettiera da scrivania. Un paio di aggiustamenti e decido di passare al 50mm per avere un po’ più di spazio nell’inquadratura. Chiedo a Michela di sorridere e guardare in basso … Accidenti! Troppe ombre sul viso! Chiedo a Roberta di prendere il pannello Lastolite argento e di posizionarlo sotto il viso esattamente come il beauty dish,  ma … sotto. Scatto! Eccola lì … come me la immaginavo :)

50@f2,8 – 1/250 – ISO100

23 giugno 2012

Il Teatro degli Orrori @ Nuvolari (CN)

ISO3200 - 50mm - f2,8 - 1/60

L’occasione era ghiotta ! Il Teatro degli Orrori quest’anno sta andando forte e la fortuna vuole che due miei amici siano rispettivamente il fonico e il datore luci del gruppo e la data sia a mezz’ora di macchina da casa mia. Volete non andare a fare due foto e mettere alla prova cosa abbiamo imparato qualche settimana fa sulla fotografia da concerto ?

La mattina prima del concerto ripasso i fondamentali, non ultimo cerco di ripassare un po’ di “etichetta” e così alzo il telefono e chiamo Davide (il fonico) per assicurarmi che non ci siano pregiudiziali al fatto che io vada a fotografare. Così arriviamo sul luogo del concerto intorno alle 20.30, con tanto di accrediti e cena ad aspettarci con i nostri amici ( … la fortuna di averne in un certo ambiente :) )

Ho appresso il materiale che mi sono preparato la sera prima: la fida Nikon D7000 e 3 obiettivi: il 50mm f1.8, il 18-105mm f3,5/5,6 e l’ 80-200mm f2,8 versione Bi-Ghiera gentilmente imprestato da un collega (che non ne vuole sapere di vendermelo :( ); un po di mercanzia varia tipo 4 SDHC da 16Gb che non si sa mai e qualche idea su cosa provare a fare.

L’idea questa volta è di fare tutto in manuale, compreso il controllo degli ISO, quindi parto da una configurazione base di questo tipo: 80-200@f2,8 – 1/125 – ISO1600 – Esposizione Spot. Scatterò dalla regia, quindi non molto vicino (ma nemmeno troppo lontando) dal palco, e passerò prima al 50mm  e poi al 18-105 per avere alcuni scatti più di insieme nel corso della serata. Essendo a “corredo” del service non ho limiti invece di scatti.

Alle 22 ci spostiamo in regia, Davide gentilmente mi “impresta” due coperchi dei rack su cui posso mettermi in piedi ed essere leggermente sopra il resto della gente, e poi parte il concerto e si incomincia a scattare.

C’è poca luce, soprattuto c’è poca luce che illumina frontalmente i componenti del gruppo, paziento un attimo che il primo pezzo entri nel vivo prima di scattare e rischio mantenedo 1/125 anche scattando a 200mm, quindi ben al di sotto del tempo di sicurezza. Cerco di fare da stabilizzatore umano ancorandomi saldamente e premendo le braccia contro il petto per tenere più fermo l’obbiettivo. Ma gli scatti incomiciano da uscire.

ISO1600 - 200mm - f2,8 - 1/125

I problemi più grossi ce li ha l’autofocus che non riesce ad agganciare qualcosa che gli permetta di funzionare. A seguito di un paio di bestemmie per aver perso qualche scatto a causa di questo passo in manuale, e ci rimarrò per tutta la serata. Con l’andare e venire delle luci però mettere a fuoco è un macello e nel mucchio colleziono un bel numero di scatti fuori fuoco, ma ci sta … come si dice è il mestiere che entra. Quando Fabrizio incomincia ad usare i tubi led e le stroboscopiche il mio compito si complica. Ed è un continuo cambiare lo shutter speed per compensare la variazione di luminosità del palco. Nei momenti più bui passo a 3200 ISO, per poi tornare a 1600 quando le luci sono più … movimentate.

 

ISO3200 - 200mm - f2,8 - 1/200

 

ISO1600 - 125mm - f2,8 - 1/125

Scatto per circa mezz’ora cos’, poi passo prima al 50mm e poi al 18-105mm e decido che ne ho abbastanza (di scatti) ripongo la macchina e mi godo lo spettacolo.

ISO1600 - 125mm - f2,8 - 1/125

Aneddoto della sera: Ad un certo punto il Mac presente in regia ha incominciato ad avere problemi e io e il mio amico Giorgio abbiamo cercato di fare qualcosa per risolvere la situazione. Ho passato la macchina ad Ursula, che è salita al mio posto e si è messa a scattare … ovviamente portando a casa lo scatto migliore della serata …

ISO3200 - 20mm - f2,8 - 1/320

Potete trovare tutta la galleria qui

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