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6 maggio 2013

Adobe MAX: il futuro delle Applicazioni Adobe

Adobe_MaxDevo essere sincero, aspettavo con una certa trepidazione il 6 maggio e la Key Note di Adobe MAX, la conferenza creativa di Adobe, perchè era chiaro da settimane, diciamo almeno dal NAB che c’era qualcosa di grosso che bolliva in pentola. Così stasera siamo corsi a casa per seguire lo streaming della Key Note e sperare che ci svelasse due cose fondamentali: COSA e QUANDO :)

E ora, spenti i riflettori, posso descrivere tutto quello che abbiamo visto con due parole: FENOMENALE ADOBE :)

Mentre l’eccitazione ancora non passa, riesco però a mettere insieme un po’ meglio le idee; la prima cosa che mi viene in mente è che la strada in realtà è già stata tracciata proprio un anno fa con l’introduzione della Creative Cloud. Era circa la metà di aprile dello scorso anno quando noi decidemmo di fare le cose “seriamente” e Adobe ci spinse come un razzo vettore a fare le cose seriamente proprio con la Creative Cloud che ci risolse di botto tutti i problemi di Licensing. Ora passato un anno e rodato il meccanismo, Adobe mette giù il piede sulla acceleratore spingendo la Creative Cloud a diventare quello che doveva essere nell’idea originale.

Non a caso in questo rebrand muore CS come versione delle applicazioni per essere sostituito da CC. Ma vediamo a volo radente tutte le novità più saliente delle cose che più ci interessano ovvero fotografia e video / vfx.

Photoshop CC

Si continua a spingere e ad implementare maggiormente il concetto di Editing non distruttivo. Ora anche Camera RAW può essere utilizzato come filtro all’interno di un documento Photoshop (anche su Smart Object) con tool come la correzione della geometria dell’immagine o il nuovo e potentissimo Radial Filter. Sempre in Camera RAW, modifica di cui prendere nota è la possibilità di usare qualsiasi forma per l’Heal Brush (che diventa insomma come il Patch Tool) invece del solito pennello circolare. Tutte modifiche che insomma avevamo comunque visto già nella Beta di Lightroom 5.

Standing Ovation invece per il filtro “Shake Reduction” che elimina il micromosso dalle vostre fotografie … non sto scherzando, funziona davvero :) Quindi il prossimo che pubblica una foto micromossa su facebook deve venire squalificato a vita !! Io sto già mettendo mano alla mia libreria :)

Non è argomento di questo blog ma gli occhi luccicanti di Ursula al click di “save web assets” dovrebbe dirvi che sono cambiate in meglio molte cose anche per quello che riguarda la creazione di grafica per il web.

After Effects CC

Lo sapevano anche i sassi, quindi nessuna sorpresa per la demo della nuova pipeline 3D e l’integrazione di Cinema 4D Lite con AE CC. Perdo quindi due righe a fare una considerazione personale sull’operazione che di fatto relega Autodesk al mondo strettamente professionale. Diventa chiaro che se Maxon ora si gioca bene le sue carte proponendo un percorso di upgrade sensato da Lite a Studio si accaparra a mani basse il mercato amatoriale e semi-pro (ma anche professionale low budget) della modellazione 3D e della Motion Graphics. E’ il segreto di pulcinella, ma anche in televisione, o in produzioni medie, non è che tutti usino Nuke, Maya o 3ds … After Effects ha il suo bel nocciolo di fans.

Applausi a scena aperta invece per l’introduzione delle funzione “Refine Edge” per il Rotobrush. Chi ha fatto Rotoscoping una volta in vita sua sa che dito in culo con la sabbia sia rendere il matte credibile e integrato. E tutti ci chiedevamo: “perchè non possiamo avere il Refine Edge di Photoshop ??? perchè ??? perchè ???” … Ecco ora c’è … come su Photoshop … frame per frame … automatico. Chapeau !

Varie ed Eventuali.

Buona parte della Key Note è stata spesa per mostrare le nuove funzionalità Collaborative di Creative Cloud. Ora diventa davvero più facile integrare il tutto tra dispositivi diversi, anche grazie finalmente all’adozione di una vera e propria applicazione desktop per gestire il tutto. Molto simpatica l’applicazione Kuler per iphone e una plauso alla join con Behance. Notevole invece l’introduzione del TypeKit con 175 famiglie di fonts a disposizione degli abbonati :) Ah … ottimo il fatto che i settings delle vostre applicazioni vengano salvati in cloud, quindi se cambiate PC semplicemente i settaggi vi vengono scaricati automaticamente e voi vi ritrovate sempre con il vostro caro Workspace :)

Mighty Project e la fantascienza.

Due momenti veramente alti sono stati toccati durante la serata con la presentazione di Mighty Pen e di Napoleon. Mighty Pen è una penna perfettamente integrata con Creative Cloud (e quando dico integrata vuol dire che io sono in grado tramite la penna di copiare dei contenuti dal cloud e incollarli sul dispositivo anche se il dispositivo non è il mio) capace di scrivere e disegnare su tablet e dispositivi mobili. Napoleon è un piccolo righello per disegnare figure geometriche semplici regolare tramite la penna. Detto così non sembra niente di che, ma il fatto che Ursula non si sia ancora staccata dal sito del progetto e continui a ripetere “Quando esce ? Quando esce ?” potrebbe essere un altro indizio :)

Impressionante anche il Project Context sviluppato insieme a Wired e dimostrato con la Art Director di Wired stesso Claudia DeAlmeida che sembrava venire fuori da un film di fantascienza con le immagini e i layout letteralmente lanciati tra un dispositivo ed un altro :)

QUANDO

Il tutto sui vostri schermi il prossimo 17 giugno. C’è un però … solo se siete abbonati alla Creative Cloud. Eh si … la KeyNote di questa sera sancisce di fatto la morte delle versione con licensing regolare dei prodotti Adobe. Magari non la morte ma sicuramente è stato dichiarato che per quelle non ci saranno più aggiornamenti. Di fatto questo assesta un durissimo colpo alla pirateria e anche su questo mi permetto di chiudere  con un’altra personale considerazione.

Ho sempre trovato che il software costi molto spesso troppo precludendo di fatto al pubblico amatoriale di avere accesso alle licenze regolari. Per questo ho trovato ammirevole l’iniziativa di Adobe che ha messo a disposizione i suoi prodotti ad una cifra che se vogliamo è abbordabile a tutti. La Creative Cloud alla fine costa meno di Sky, meno dell’abbonamento per il treno tra Savigliano e Torino, meno del gasolio che spendo per andare a lavorare, meno che uscire due volte al mese per mangiare una pizza, e mi, e ci dà molte, molte più soddisfazioni. E per la prima volta mi trovo ad aspettare l’uscita di un nuovo software sapendo che arriverà quel giorno, che se avrò dei problemi potrò contattare un supporto, e che è regolare e aggiornato. Volete mettere la figata di non dover pensare …”Figo … ma riusciranno a craccarlo ??” … Io ve lo dico in tutta onestà, secondo me Adobe ha fatto la scelta giusta, prima con la CC e ora decretando la morte delle licenze regolari. Il futuro è questo, chi non se ne rende conto è destinato a perdere il treno … utenti e case produttrici di software, nessuno escluso. Adobe ha dimostrato che se il prezzo è equo la gente acquista il software regolare. Più di 1 milione di utenti della Creative Cloud lo dimostrano.

13 novembre 2012

On Assignment: Take you time …

Un teaser per la presentazione di un arpa elettroacustica … cosa fare ? La tentazione di rompere gli schemi altissima … è l’idea di proporre qualcosa di veramente diverso alla “o la và o la spacca”.

Se dovevo esagerare allora tanto valeva esagerare per davvero, ma esagerare con classe e gusto. C’è un pezzo dei Radiohead che da quando collaboro con Salvi Harps mi immagino suonato con l’arpa, me lo immaginavo come se l’avessi già sentito e allora perchè non provarci una volta per davvero ?

Chiamo Michela Marcacci le spiego la mia idea e le mando via e-mail l’mp3 di “Everything in its right place” da Kid-A. Ci rivediamo dopo un paio di settimane e ci confrontiamo su come realizzare cosa ho in mente. La mia idea è quella di registrare un arpa e usare su quelle registrazioni le comuni tecniche che si utilizzano nelle produzioni di musica leggera: sovraincisioni, effetti, loop, nel tentativo di ricreare il più possibile l’atmosfera eterea e nello stesso tempo claustrofobica del pezzo originale.

Registriamo tutto in un paio d’ore con lo Zoom H4n. Il piccolo registratore portatile è prodigioso: registra a 24bit e 48Khz ma non solo, fornisce l’alimentazione phantom +48v necessaria all’arpa, il click e il monitoraggio per Michela. Arrivato a casa spostare i file dal SD Card al PC è un attimo e in 10 minuti è tutto su Pro Tools.

Michela ha registrato più volte sia il brano intero che le singole parti, dandomi la possibilità di usare esecuzioni diverse aperte in stereo con effetti diversi (tra cui anche il Phaser e LFO by Moogfooger). Una bella cassa in 4 di una batteria elettronica e master del tutto con iZotope Ozone  per tirare fuori la compattezza e la botta che mi interessava.

Ora tocca alla parte video. Parto dall’idea di filmare particolari lontani dal mondo classico dell’arpa e più del mondo degli studi di registrazione e dell’audio professionale. Ovviamente decido di girare tutto con la Nikon D7000 e la scelta dell’obbiettivo cade sul 60mm MICRO di Ursula. Saranno tutti close-up chiusissimi ! Decido di filmare parte con la camera a mano parte col monopiede; fuoco fisso massima apertura e facendo oscillare leggermente la camera avanti e indietro per cambiare continuamente il piano di fuoco. Giro a 1080p@24 (tradotto diaframma a massima apertura e shutter speed 1/50, regolando l’esposizione gestendo gli ISO).

Giro circa 78 clips tra i 5 e 20 secondi (totale circa 4Gb di video) e sono soddisfatto. La Nikon restituisce i clip in formato H.264 che come ben sapete non è formato da editing video, quindi li transcodifico in Avid DNxHD a 10bit. Totale transcodificato 30Gb ! [come detto l'editing video HD è roba da PC veri].

Parto così con il montaggio. Vedendo i Radiohead dal vivo a settembre a Codroipo ero rimasto davvero colpito dall’uso dei ledwall durante il concerto, non tanto perchè fossero sempre in movimento, ma perchè le immagini cambiavano in continuazione passando da schermo a schermo. Allora decido che voglio provare ad imitare anche io quell’effetto.

Creo quindi 4 Sequenze separate su Premiere Pro CS6 che confluiranno in una sequenza master divisa in 4. Monto i clip in modo piuttosto randomico usando frammenti cortissimi e transizioni in entrata e uscita di circa 12 frame. Mi rendo anche conto che che alcune delle sequenze che voglio usare soffrono davvero di tantissimo camera shake .Dovrei stabilizzarle ma sono a 36 ore dalla consegna e non posso fare un buon lavoro quindi opto per il ” … i clip molto mossi sono una scelta artistica :P ”.

Riesco a chiudere il montaggio di 1 minuto in maniera soddisfacente quanto mancano 24 ore alla consegna. C’è ancora da fare tutta la color correction (da qui  in poi “Grading“) e l’animazione del logo finale oltre al delivery …

Decido di tirare avanti anche se sia alla decima ora davanti al PC e incomincio a passare le sequenze su SpeedGrade per il Grading facendo un errore piuttosto banale … quando si è stanchi bisogna smettere.

Passo due ore per correggere il colore di due sequenze e la mattina successiva dopo averle riviste rifaccio il lavoro da capo. Devo però dire che SpeedGrade è fenomenale. Se avete un minimo di idea di come si gestisce il colore con un sistema 3 wheel diventa facile intuitivo, e decisamente produttivo. In 4 ore di lavoro serio il Grading è finito (senza effetti speciali di mascheratura o cose esoteriche, ma cmq fatto cristianamente).

Ormai siamo a 2 ore dalla consegna … faccio l’inventario dei tempi macchina … preparo una banalissima animazione sul logo Salvi con After Effects e poi passo tutto su Media Encoder per il rendering finale che sarà ospitato da YouTube. Ah ho tralasciato di dirvi che il media di scambio per l’andata e ritorno da SpeedGrade sono fotogrammi singoli in formato DPX a 10bit (8Mb a frame) … insomma 40gb di roba …

E alla fine questo è il risultato finale:

13 maggio 2012

Adobe Creative Cloud: Primo contatto

Venerdì 11 maggio Adobe (si scrive adobe, si legge adobe, si pronuncia adobI) ha rilasciato la Creative Cloud, di cui abbiamo parlato qualche giorno fa. Vediamo com’è andata :)

Il mattino dell’11 la suite era già disponibile, il sito http://creative.adobe.com non rimandava più al materiale informativo, ma al vero e proprio portale della suite. che, una volta fatto login, si presenta così:

Oltre alla presenza dei 20Gb di spazio promessi e a sinistra dello spazio per la gestione dei propri files, a destra il sacro-graal della suite … le Applicazioni !

Il download è comodo, si scarica l’Adobe Download Manager e ci si logga. Compare l’elenco delle applicazioni e si sceglie selettivamente di installarle. ATTENZIONE ! Se avete già installato la Trial Version non serve ri-scaricarle e re-installarle, basta attivare le licenze. I tempi di download e installazione sono accettabili; per un pacchetto composto da Premiere Pro, After Effects, Acrobat Pro, Speed Grade, Audition, InDesign (avevo già Photoshop in Trial) circa 1 ora, con un ADSL 10mbits.

L’attivazione dei prodotti è semplicissima, basta inserire lo username e la password con cui avete acquistato l’abbonamento. A proposito di attivazione e licenze: nelle FAQ di Adobe a riguardo dell’utilizzo su più computer si legge questo:

You can install the apps available in Creative Cloud on your primary computer and one backup computer, as long as they are not running at the same time. You will have access to both the Mac OS and Windows versions, so if you have a Mac at home and a PC at work, for example, you can install your applications on both. See the product license agreements page for more information.

Ovvero, potete installare le applicazioni su due computer, ma usare un PC per volta. Ad oggi, quindi è da prendere ancora con beneficio di inventario, è possibile utilizzare le applicazioni CONTEMPORANEAMENTE su due PC. Insomma abbiamo lavorato contemporaneamente su Photoshop su entrambi i nostri PC. Rimane da vedere se Adobe decide o no di chiudere il rubinetto. In ogni caso, qui lo dico e qui lo nego, visto il sistema di controllo delle licenze, basterebbe staccare il cavo di rete della macchina per aggirare l’ostacolo …

Veniamo alle applicazioni:

- Photoshop: Adoro l’interfaccia scura (da sempre) quindi è benvenuta. La prima impressione è che siano migliorate sensibilmente le prestazioni (sicuramente sul portatile), soprattutto in fase di caricamento. Ottime le funzioni di salvataggio in background e di autosave. Mi piace molto il nuovo modo di gestire i layers di regolazione e le relative maschere.

- Premiere Pro: aperto un paio di volte, cambiata sostanzialmente l’impostazione dell’interfaccia, come per PS migliorati in tempi di caricamento. Unico esperimento fatto, provato a caricare i files H.264 della Nikon D7000 e pare, dico pare che il problema persista :( . Stay Tuned

- After Effects: non pervenuto … nel senso che l’ho aperto e richiuso.

- SpeedGrade: sono molto curioso di questa nuova applicazione, i requisiti minimi sono proibitivi per il mio laptop e il primo contatto si è chiuso con un CTD. Stay Tuned.

Insomma, ad oggi non si può che essere soddisfatti, continuate a seguirci per sapere come vanno le cose …

7 maggio 2012

La Nikon D7000 vs Premiere Pro e la maledizione del H.264

PREMESSO CHE: l’editing video è roba da computer veri

e PREMESSO CHE: l’H.264 NON è un formato video con cui fare editing.

Non si riesce ad editare un video girato con la Nikon D700o su Premiere CS5.5 senza che la preview diventi terribilmente lenta … anche a bassa risoluzione, anche a bassissima qualità e non è un problema di potenza della CPU o di scheda video. Fa schifo e basta, è un pianto. Ma la cosa interessante è che non era così con la versione CS5, li tutto funzionava come d’incanto.

Il problema è conosciuto anche da Adobe sin dalla prima ora, che prima ha promesso di risolverlo “prima possibile” e poi ha rimandato a “verrà sistemato con la prossima release”.

Bene, lasciamo stare gli aspetti tecnici del perchè succede e cerchiamo una soluzione.

SOLUZIONE 1: Non uso più Premiere / Non uso più la Nikon D7000

Beh si ok … ma noi vogliamo usare la Nikon D7000 e Premiere.

SOLUZIONE 2: Rinominare il file da .MOV a .MPG

Può sembrare banale, ma invece funziona … cambiate l’estensione al file e tutto funziona per magilla (anche secondo Adobe). Però c’è un però: funziona solo con la prima versione di CS5.5, se avete fatto qualche aggiornamento il trucco non riesce più … mi dispiace.

SOLUZIONE 3: Convertire il maledetto H.264 in qualcosa più Editing Friendly

Come detto il formato H.264 è ottimo per YouTube o Vimeo, meno per fare del buon editing video. Il consiglio è quello di transcodificare (marò che brutta parola) i vostri file in qualcosa da più digeribile per un editor NLE.

Avete due scelte: una costa dei soldini (non molti) e una è gratuita.

SOLDI: Formato Cineform NeoScene

GRATIS: Formato Avid DNxHD

A livello di qualità i formati sono molto simili, Cineform NeoScene pare essere leggermente migliore, ma leggendo qua e là pare più rientrare nel soggettivo che nell’oggettivo. Io ho scelto Avid DNxHD, è gratis, funziona bene, il mio editing è diventato una scheggia.

Trovate la piccola guida per convertire i file della vostra D7000 in DNxHD qui :)

Qui invece la guida per usare il Mercury Playback  Engine GPU Accelerated con TUTTE le schede nVIDIA … che schifo non fa …

(il consiglio è comunque di convertire QUALUNQUE file H.264 uscito da una QUALUNQUE DSLR prima di tentare l’editing con Premiere)

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